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Immigrato, “Continuerò a spacciare se non mi date i documenti”: bufera a Dritto e Rovescio

A Dritto e Rovescio su Rete 4 un uomo ammette in tv: “Continuerò a spacciare”. Scontro in studio sui documenti e sul degrado nelle città.

Lo scontro in diretta da Paolo Del Debbio

A Dritto e Rovescio, il talk show di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio, il tema dello spaccio nelle città italiane ha acceso il dibattito in studio.

Ospite della trasmissione, un uomo presentato come Mimmo ha spiegato le ragioni che lo spingerebbero a rifornire di droga le piazze.
Le sue parole hanno subito provocato la reazione di una signora presente tra il pubblico.

“Ascoltami, ci sono tanti lavori onesti che tu potresti fare, invece…”, gli ha fatto notare.

La replica è stata netta: “Ma non lo faccio se non mi conoscono con un documento da otto anni! Io continuerò a spacciare se lo Stato non mi dà un documento, punto! Come tutti gli altri miei negr***, continueranno a spacciare tutti se non gli riconoscete un documento, perché siamo cittadini del mondo. È il nostro diritto avere un fott*** documento. Scusatemi per la parolaccia”.

Parole che hanno generato tensione e interruzioni in studio.

Il nodo dei documenti e delle richieste respinte

L’ospite ha poi ribadito: “È un nostro diritto avere un documento, e lo pretendiamo, perché ormai siamo qua”.

La signora ha insistito: “Tu dici di non avere i documenti. Perché non te li sei mai fatti fare, questi documenti?”.

“Ho fatto quattro richieste e mi è stato negato, nonostante che pago le tasse da otto anni”, ha risposto Mimmo.

Dal pubblico è arrivata un’ulteriore osservazione: “Ma ci sarà un motivo! Le tasse forse quando lavoravi, non adesso. Diciamo che adesso, non lavorando, le tasse non le stai pagando”.

Il confronto ha messo in evidenza le tensioni legate alla regolarizzazione e alla presenza irregolare sul territorio.

Il tema del degrado e dello spaccio

La puntata si è inserita in un contesto più ampio di discussione sul degrado urbano e sul fenomeno dello spaccio, con particolare riferimento a zone come Rogoredo a Milano, spesso citata come simbolo del problema.

Nel dibattito sono emerse posizioni contrapposte: da un lato chi richiama la necessità di rigore e rispetto delle regole, dall’altro chi denuncia difficoltà burocratiche e mancanza di documenti come causa dell’illegalità.

Le dichiarazioni andate in onda hanno sollevato polemiche anche sui social, riaccendendo il confronto su sicurezza, immigrazione e responsabilità individuale.