Guerra all’Iran, Botteri lancia l’allarme, “Crollo del regime come l’Urss, Medio Oriente a rischio caos”
Giovanna Botteri a In Onda su La7 parla di svolta storica dopo l’offensiva Usa-Israele contro l’Iran: “Crollo del regime come l’Urss, conseguenze imprevedibili”.
L’analisi di Giovanna Botteri a In Onda
Una cesura storica, con effetti che potrebbero ridisegnare l’intero Medio Oriente. È la valutazione di Giovanna Botteri, intervenuta in collegamento a In Onda, condotto da Luca Telese e Marianna Aprile su La7.
“La situazione è preoccupante ed epocale”, ha spiegato l’ex corrispondente Rai commentando l’offensiva militare lanciata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran. Secondo Botteri, alcuni analisti americani paragonano il possibile crollo del regime iraniano a quello dell’Unione Sovietica, per le conseguenze “incredibili e spaventose” che potrebbe generare sull’assetto regionale.
Al centro della riflessione c’è la successione alla Guida suprema iraniana, uccisa nei raid, e la tenuta stessa del sistema degli ayatollah. Un passaggio che, nelle parole della giornalista, equivale a una deflagrazione politica nel Golfo.
Il rischio di un effetto domino regionale
L’obiettivo dichiarato dal presidente americano Donald Trump e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu è il regime change, affidando agli iraniani che da anni protestano nelle piazze la responsabilità della fase successiva al conflitto.
Ma l’onda lunga della guerra si sta già estendendo oltre i confini dell’Iran. Botteri richiama l’attenzione sui Paesi coinvolti direttamente o indirettamente e su quelli che potrebbero reagire nei prossimi giorni.
“È l’intero Medio Oriente che potrebbe completamente cambiare i suoi assetti”, sottolinea, evidenziando la portata sistemica della crisi.
L’assenza di un progetto politico chiaro
Il punto più critico, secondo l’analisi della giornalista, riguarda la fase successiva all’intervento militare. “Di fronte a questo non c’è un vero progetto politico, non c’è un’idea chiara”, osserva.
Il paragone con la fine dell’Urss richiama non solo il crollo di un regime, ma anche il vuoto che può generarsi dopo una trasformazione così radicale. La stabilità del Golfo, gli equilibri tra le potenze regionali e il ruolo delle grandi potenze internazionali restano variabili aperte.
Nel dibattito televisivo, l’accento è stato posto sulla dimensione globale della crisi, con implicazioni che potrebbero ridefinire alleanze, confini e leadership in un’area già attraversata da conflitti pluridecennali.