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Bossi morto, Laura Boldrini “Non ci mancherà, era violento e razzista”

Dopo la morte di Umberto Bossi esplode lo scontro politico: attacchi della sinistra, insulti sui social e polemiche che travolgono anche Attilio Fontana.

Umberto Bossi, le accuse della sinistra e le parole di Laura Boldrini

La scomparsa di Umberto Bossi ha immediatamente acceso un duro confronto politico, con dichiarazioni e prese di posizione che hanno diviso il dibattito pubblico.

Tra gli interventi più discussi c’è quello di Laura Boldrini, ex presidente della Camera ed esponente del Partito Democratico, intervenuta su La7.

Secondo la Boldrini, il fondatore della Lega avrebbe utilizzato nel corso della sua carriera un linguaggio “violento, sessista e razzista”, contribuendo ad alimentare “l’odio interno” nel Paese.

La stessa ha inoltre sostenuto che Bossi sarebbe stato un anticipatore di dinamiche politiche successive, interpretate in chiave negativa.

Una presa di posizione che, pur accompagnata dalla dichiarazione di non voler essere “ipocrita” nel ricordo, ha alimentato nuove tensioni nel giorno successivo ai funerali celebrati a Pontida.

Insulti e post choc: il caso Potere al Popolo e gli influencer

Il confronto si è rapidamente spostato anche sui social, dove alcune reazioni hanno suscitato forti critiche.

Il movimento Potere al Popolo ha scritto: “Non ci mancherà. È morto colui che ci ha messo gli uno conto gli altri, ci ha rubato quarantove milioni e in cambio ci ha regalato Matteo Salvini. Di sicuro non ci mancherà”.

Parole che hanno generato reazioni anche tra esponenti dell’area progressista, con alcuni utenti che hanno preso le distanze.

A far discutere è stato anche il comportamento di alcuni influencer. Secondo quanto segnalato dal think tank Esperia e dal direttore editoriale Gino Zavalani, un video diffuso dal profilo “V for verity” avrebbe celebrato la morte del leader leghista con espressioni di esultanza.

In questo clima, non sono mancati interventi più istituzionali. Pierferdinando Casini, ad esempio, ha definito Bossi un “barbaro astuto”, mantenendo toni più contenuti rispetto ad altre reazioni.

Fontana minacciato e il caso Raimo accende la tensione

Lo scontro si è ulteriormente inasprito con le parole dello scrittore Christian Raimo, che sui social ha attribuito a Umberto Bossi “la responsabilità di centinaia di persone morte, torturate, lasciate senza diritti minimi”, facendo riferimento alla legge Bossi-Fini.

“Come uomo delle istituzioni – chiosa Raimo – è state sempre non solo un antidemocratico ma un pedagogo della democrazia”.

Nel frattempo, il clima si è fatto ancora più teso con quanto accaduto al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Dopo aver condiviso un appello per il “Sì” al referendum, il governatore ha denunciato di aver ricevuto gravi minacce.

“Sentirsi augurare la morte non può passare sotto silenzio”, ha dichiarato Fontana, spiegando di aver informato le autorità competenti.

“Una cosa è la critica – ha aggiunto – finanche l’insulto, ma quando, come in questo caso, la misura è colma è doveroso intervenire”.

Sulla vicenda è arrivata la solidarietà della Lega e delle forze di centrodestra, mentre il clima politico resta segnato da forti tensioni nelle ore decisive del voto.