Papa Leone XIV, prima Pasqua a San Pietro: “Molte volte sembra che Dio non esista”
Papa Leone XIV celebra Pasqua a Roma con appello alla pace, critica alla violenza globale e annuncio veglia 11 aprile, mentre Mattarella invita al dialogo
Papa Leone XIV Pasqua a Roma tra guerra e speranza
La prima Pasqua di Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, si è svolta in una piazza San Pietro gremita da circa 50mila fedeli. Il pontefice ha scelto di pronunciare personalmente l’omelia, soffermandosi su un tema centrale: il rapporto tra morte e speranza nel mondo contemporaneo.
«Molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono», ha affermato Papa Leone XIV, offrendo una riflessione che ha toccato sia la dimensione individuale sia quella collettiva. Tuttavia, il messaggio pasquale resta legato alla possibilità di cambiamento: «Ma la Pasqua ci dona questa speranza, ricordandoci che nel Cristo risorto una nuova creazione è possibile ogni giorno».
Nel suo discorso, il pontefice ha evidenziato come la morte si manifesti non solo nelle guerre e nelle violenze, ma anche nelle difficoltà interiori delle persone. «Dentro di noi», ha spiegato, quando «i peccati, le delusioni, le solitudini e i risentimenti soffocano la gioia di vivere». E ancora: «La vediamo nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte».
L’appello urbi et orbi: stop alle armi e dialogo tra i popoli
Al termine della celebrazione, dal loggione centrale della basilica di San Pietro, Papa Leone XIV ha impartito la tradizionale benedizione urbi et orbi, lanciando un appello diretto ai leader mondiali.
«Chi ha in mano armi le deponga. Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace. Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo. Non con la volontà di dominare l’altro, ma di incontrarlo».
Nel suo intervento, il pontefice ha ricordato anche Papa Francesco, richiamando le parole pronunciate un anno prima dalla stessa loggia. «Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo».
Gli auguri pasquali sono stati rivolti in più lingue, tra cui arabo e cinese, con un invito finale: «Buona Pasqua. Portate a tutti la gioia di Gesù risorto e presente in mezzo a noi».
Veglia per la pace e messaggio di Mattarella
Nel prosieguo del suo intervento, Papa Leone XIV ha insistito sul significato profondo della pace, distinguendola da una semplice assenza di guerra. «La pace che Gesù ci consegna non è quella che si limita a fare tacere delle armi, ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi».
Il pontefice ha quindi annunciato una veglia di preghiera per la pace, prevista per sabato 11 aprile nella basilica di San Pietro, invitando i fedeli a partecipare.
Non è mancato il riferimento alla crescente assuefazione alla violenza: «Ci stiamo abituando alla violenza, ci rassegniamo ad essa e diventiamo indifferenti. Non possiamo continuare ad essere indifferenti. E non possiamo rassegnarci al male».
In occasione della Pasqua, è arrivato anche il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha rivolto un augurio istituzionale al pontefice. «A nome del popolo italiano e mio personale», ha scritto, «auspico che questi sentimenti, specialmente in tempi così complessi e inquieti, rasserenino e sollecitino tutti […] a recuperare al più presto le ragioni del dialogo».
Il capo dello Stato ha richiamato anche un’espressione utilizzata da Papa Leone XIV, sottolineando la necessità di reagire a quella che è stata definita «la globalizzazione dell’impotenza».