Feltri attacca la sinistra: “Migranti morti? Colpa data a Salvini e al crocifisso”
Vittorio Feltri critica i titoli sui migranti e accusa la sinistra di attribuire responsabilità politiche all’Italia e a Matteo Salvini senza nessi reali.
Vittorio Feltri contro i titoli sui migranti e Matteo Salvini
Le dichiarazioni di Vittorio Feltri si inseriscono nel dibattito sulle tragedie nel Mediterraneo, con un attacco diretto al modo in cui, secondo il giornalista, alcuni titoli collegherebbero eventi senza un reale rapporto causale.
Nel suo intervento, Vittorio Feltri contesta l’impostazione di certa informazione, sostenendo che venga costruito un legame tra le morti in mare e le scelte politiche del governo italiano, in particolare di Matteo Salvini.
“Non c’è correlazione. Non c’è attinenza tra i due fatti. Non c’è alcun nesso causale né è mai esistito. Tu, io e chiunque sia dotato di un minimo di raziocinio siamo destinati a non capirlo per una ragione molto semplice: è un titolo che non vuole spiegare, vuole colpire; non vuole chiarire, vuole insinuare; non vuole informare, vuole accusare”.
Secondo il giornalista, il messaggio che emergerebbe sarebbe sempre lo stesso: attribuire responsabilità all’Italia e ai suoi rappresentanti politici per tragedie che, a suo avviso, avrebbero altre cause.
Le responsabilità secondo Vittorio Feltri e il tema dei trafficanti
Nel proseguire la sua analisi, Vittorio Feltri individua nei trafficanti di esseri umani i principali responsabili delle tragedie nel Mediterraneo, sottolineando la natura illegale dei viaggi affrontati dai migranti.
“Queste persone non sono state caricate a forza da Salvini su un barcone. Non sono state costrette con la pistola puntata alla tempia dal governo italiano a prendere il mare. Non sono state deportate dall’esecutivo verso la morte. Si sono messe in viaggio volontariamente, affidandosi a trafficanti di esseri umani, pagando per essere trasportate illegalmente in Europa”.
Il giornalista critica inoltre quella che definisce una narrazione che non considererebbe i migranti come soggetti delle proprie scelte, ma come strumenti all’interno del confronto politico.
Il crocifisso e la polemica politica
Un passaggio centrale delle dichiarazioni di Vittorio Feltri riguarda il riferimento ai simboli religiosi, in particolare al crocifisso mostrato da Matteo Salvini durante le festività pasquali.
“Quel simbolo cristiano, esibito nel giorno di Pasqua da un politico italiano, viene chiamato in causa non perché abbia una relazione con la tragedia, ma perché serve a costruire un’accusa simbolica”.
Secondo Vittorio Feltri, l’utilizzo di questo elemento nel dibattito pubblico rappresenterebbe un tentativo di attribuire responsabilità indirette e simboliche, distogliendo l’attenzione da quelli che considera i veri fattori alla base delle tragedie.