Feltri contro tutti: “Ragazzi violenti e genitori assenti, ecco perché si muore”
Vittorio Feltri denuncia un omicidio brutale: un padre ucciso davanti al figlio per un rimprovero. Accuse durissime contro famiglie e società.
Vittorio Feltri violenza giovanile, “non è una disgrazia ma un omicidio”
Le parole di Vittorio Feltri arrivano come un atto d’accusa netto e senza attenuanti su un episodio di violenza che ha scosso l’opinione pubblica.
“La scena che descrivi è di quelle che non dovrebbero esistere in un Paese che si definisce civile”, afferma, descrivendo un bambino che implora il padre di rialzarsi mentre giace senza vita dopo essere stato aggredito da un gruppo di ragazzi.
Secondo Feltri, non si tratta di una tragedia casuale: “Qui non siamo davanti a una disgrazia. Non siamo davanti a una fatalità. Siamo davanti a un fatto preciso, limpido nella sua brutalità: un uomo viene massacrato perché ha osato fare ciò che qualsiasi persona normale avrebbe fatto”.
Il giornalista sottolinea la gravità dell’accaduto: “Si muore perché si dice a qualcuno: Smettila. Si muore perché si chiede civiltà”.
“Non sono vittime ma responsabili”: la critica di Feltri
Nel suo intervento, Vittorio Feltri respinge con forza ogni tentativo di giustificare i responsabili.
“Si parla spesso di violenza giovanile come se fosse una sorta di fenomeno naturale… Io trovo questo racconto non soltanto falso, ma profondamente offensivo nei confronti delle vittime”, afferma.
Feltri insiste sulla consapevolezza degli aggressori: “Qui non abbiamo a che fare con bambini inconsapevoli. Abbiamo a che fare con individui che sanno benissimo ciò che fanno”.
E ancora: “Quando accerchi un uomo, lo colpisci, lo fai cadere, continui a infierire mentre è a terra, sai perfettamente che stai distruggendo una vita”.
Nel suo ragionamento emerge un elemento centrale: la reazione violenta a un semplice richiamo. “Basta uno sguardo, una parola, un richiamo, e scatta una reazione sproporzionata, animalesca, incontrollata”.
Famiglie sotto accusa: “genitori assenti, ragazzi senza limiti”
Il cuore dell’analisi di Vittorio Feltri riguarda il ruolo educativo.
“Perché questi ragazzi non sono abituati al limite. Non sono abituati a qualcuno che dica loro no”, afferma, indicando una responsabilità precisa nelle famiglie.
“Nasce in famiglie in cui si è smesso di educare… in cui i genitori hanno abdicato al loro ruolo, rinunciando a essere guida per diventare complici, o peggio spettatori”.
Le conseguenze, secondo il giornalista, sono evidenti: “Crescono così ragazzi convinti che tutto sia loro dovuto… e quando la realtà li contraddice, rispondono con la violenza”.
Feltri conclude con parole durissime: “Trovo intollerabile che in questo Paese si possa rischiare la vita per un gesto di normalità. Trovo intollerabile che il richiamo alla legge diventi un atto eroico”.
E chiude con un’immagine che sintetizza la gravità della vicenda: “Continueremo a contare i morti e a consolare bambini che chiedono ai padri di rialzarsi. Sapendo già che nessuno si alzerà più”.