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“Non ho fallito”: Gravina sorprende in tv dalla Gruber dopo il disastro della Nazionale

A Otto e mezzo Gabriele Gravina viene difeso dopo il flop della Nazionale, tra dichiarazioni e assenza di critiche sul ruolo nella Figc.

Gravina a Otto e mezzo: difesa in studio dopo il flop

Nel corso della trasmissione Otto e mezzo, condotta da Lilli Gruber, il confronto sul calcio italiano si è trasformato in un’occasione di difesa per Gabriele Gravina.

L’ex presidente della Figc, indicato da più parti come responsabile del mancato accesso della Nazionale ai Mondiali, è stato al centro della puntata senza ricevere contestazioni dirette. In studio presenti Pierluigi Pardo, Evelina Christillin e Carlo Verdelli.

Durante l’intervento, Gravina ha chiarito la sua posizione sulle dimissioni: «Non sono stato costretto. È stata una mia scelta personale. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare ai Mondiali e purtroppo non ho mantenuto fede a questo impegno».

Le parole di Gravina e il ruolo della Figc

Nel corso della trasmissione, Gravina ha respinto l’idea di un fallimento complessivo: «Non ritengo di aver fallito. Se legato a piccoli episodi, certo, ho fallito, ma se vogliamo parlare dell’attività in tutte le sue forme e nei progetti realizzati, la nostra Federazione è tra le più apprezzate in Europa».

L’ex presidente ha inoltre sottolineato i limiti operativi della federazione, spiegando: «Gli italiani attribuiscono alla Figc responsabilità che non ha. Tutti sono convinti che i giocatori della nazionale dipendono dalla Figc, ma esistono i campionati, leghe e regole. Purtroppo esistono leggi e statuti, regole che bisogna rispettare. Non puoi attivare un meccanismo di riforma se non c’è l’accordo di tutti».

Le dichiarazioni sono state ascoltate senza particolari obiezioni nel corso del dibattito televisivo.

Gattuso, commissariamento e politica

Tra i temi affrontati anche le scelte tecniche, con un riferimento a Gennaro Gattuso: «Gattuso per me era assolutamente l’uomo giusto. Era il migliore, in quel momento avevamo bisogno di qualcuno che facesse riscoprire ai ragazzi i valori e l’attaccamento alla maglia. Purtroppo è mancato il risultato sportivo».

Spazio anche al tema del possibile commissariamento della federazione, sul quale è emersa una posizione condivisa tra gli ospiti: «È contrario all’autonomia dello sport, agli statuti, alla Uefa e alla Fifa».