Otto e mezzo, scontro totale tra Gruber e Bocchino: “Guerra giusta?”, “È illegale”
Tensione in diretta a Otto e mezzo tra Lilli Gruber e Italo Bocchino sulla guerra contro l’Iran e la posizione del governo Meloni.
Gruber interrompe Bocchino sulla guerra contro l’Iran
Clima tesissimo nello studio di “Otto e mezzo”, il programma di La7 condotto da Lilli Gruber, durante il confronto con Italo Bocchino sulla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
L’ex parlamentare del Pdl e direttore editoriale del Secolo d’Italia ha sostenuto che “le guerre sono tutte brutte ma ci sono anche delle guerre giuste”. Una frase che ha provocato l’immediata reazione della giornalista.
“La guerra contro l’Iran è una guerra giusta? Ma è contro tutte le regole internazionali”, ha replicato la Gruber interrompendo il ragionamento dell’ospite.
Bocchino ha allora cercato di spiegare la propria posizione facendo riferimento ai conflitti del passato: “Ci sono guerre giuste, come quelle per far finire il nazismo e il fascismo. La guerra all’Iran per far finire quel regime e liberare la popolazione sarebbe stata giusta, se non fosse stata gestita coi piedi”.
La conduttrice ha però ribadito il proprio dissenso: “Ma no, non sarebbe stata comunque una guerra giusta, è contro tutte le regole del diritto internazionale”.
Lo scontro sulla posizione del governo Meloni
Il dibattito si è poi spostato sul ruolo del governo italiano e sulla linea adottata da Giorgia Meloni rispetto al conflitto.
Secondo Bocchino, il presidente americano Donald Trump avrebbe commesso “una grande fesseria” e la presidente del Consiglio avrebbe preso le distanze dall’operazione militare.
“Trump ha fatto una grande fesseria e la Meloni lo ha criticato”, ha dichiarato l’ex deputato.
Anche in questo caso, però, la Gruber è intervenuta correggendo la ricostruzione: “No, veramente la Meloni ha detto che non condannava, né condivideva la guerra contro l’Iran”.
A quel punto Bocchino ha difeso l’atteggiamento del governo sostenendo che l’Italia non avrebbe autorizzato l’uso della base di Sigonella per operazioni militari.
“Quella è stata la sua prima dichiarazione ma non ha dato la base di Sigonella”, ha affermato.
Il confronto sulle basi italiane e il diritto internazionale
Nel tentativo di rafforzare la sua tesi, Bocchino ha citato precedenti governi italiani, ricordando che gli esecutivi guidati da Paolo Gentiloni e Giuseppe Conte autorizzarono l’uso delle basi italiane durante le operazioni in Siria.
Secondo l’ex parlamentare, il governo Meloni avrebbe mantenuto una posizione “molto dura e più rigorosa della sinistra”.
La conduttrice di La7 ha però evidenziato le differenze tra i due contesti, sottolineando che le operazioni autorizzate negli anni precedenti erano legate alla lotta contro l’Isis nell’ambito di una coalizione internazionale.
Diverso, secondo la Gruber, il quadro relativo agli attacchi contro uno Stato sovrano come l’Iran, definiti operazioni “fuori dalle regole del diritto internazionale”.