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“Buttafuoco lo accoglierei”: Vannacci apre ai musulmani nelle sue liste e spiazza Parenzo

A L’Aria che tira, Roberto Vannacci apre a Pietrangelo Buttafuoco e distingue tra fede religiosa, politica e valori di Futuro Nazionale.

Vannacci apre a Buttafuoco nel caso dei candidati musulmani

Roberto Vannacci interviene sul caso dei candidati musulmani nelle liste della Lega a Vigevano e sceglie di farlo con una provocazione politica. In collegamento con David Parenzo a L’Aria che tira, su La7, l’eurodeputato ha citato Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, indicandolo come possibile nome da accogliere nelle proprie liste.

“Lancio qua un appello. Pietrangelo Buttafuoco che è il presidente della Biennale di Venezia e che è musulmano lo accoglierei a braccia aperte nelle mie liste, perché io accetto valdesi, musulmani, buddisti, purché si rifacciano ai valori di Futuro Nazionale”, ha detto Vannacci durante il confronto televisivo.

Il passaggio è arrivato nel pieno della polemica sulla presenza di candidati musulmani nelle liste della Lega a Vigevano, in provincia di Pavia. La vicenda aveva già provocato prese di distanza e tensioni interne al centrodestra, soprattutto per l’uso di riferimenti religiosi nei materiali elettorali.

Il caso Vigevano e il riferimento ai volantini

Nel corso della trasmissione, Vannacci ha spiegato la sua posizione distinguendo tra appartenenza religiosa e comunicazione politica. Secondo l’eurodeputato, la fede personale non sarebbe di per sé un ostacolo alla candidatura, a condizione che il messaggio elettorale resti dentro un perimetro politico e laico.

“Se nella locandina di pubblicità di questo candidato c’è scritto ‘in nome di Allah misericordioso votate il sottoscritto’ allora sicuramente no, perché non mi rifaccio a quei principi di alcune situazioni riferite a una determinata religione”, ha affermato Vannacci. Poi ha aggiunto: “Oltre a Vigevano, a Mestre è proprio il Pd che ha candidato i candidati musulmani. Nella loro locandina, in nome di Allah misericordioso scritta nella lingua di origine incitavano a votare proprio per questi candidati”.

L’eurodeputato ha quindi contestato l’uso della religione come elemento di campagna elettorale. “Noi siamo uno Stato laico e quando si fa un volantino elettorale non si incita a una caratteristica religiosa perché allora si va al di là della politica e dell’ambiente elettorale, si fa una guerra di religione”. La linea espressa da Vannacci punta a separare il profilo personale dei candidati dal modo in cui viene costruito il consenso.

Le parole di Buttafuoco su Russia e Occidente

Il nome di Pietrangelo Buttafuoco è tornato al centro dell’attenzione anche per alcune dichiarazioni sulla Russia, sull’Occidente e sul rapporto con il passato sovietico. Il presidente della Biennale di Venezia ha sostenuto: “Più che Putin temo che l’Occidente, le grandi borghesie di queste democrazie liberali, non abbiano ancora digerito il processo con cui la Russia ha fatto fuori da sola l’Unione Sovietica, ha prodotto nel suo seno la forza per liberarsi del proprio ingombrante passato senza il tutor occidentale”.

Buttafuoco ha poi aggiunto: “Poi, inutile che assegni la palma dell’ipocrisia a quei ceti politici, economici, anche culturali, che hanno goduto negli anni dell’ambito favore di Mosca e ora, con ribrezzo, ne sparlano”. Parole che hanno contribuito a riaccendere il confronto politico intorno alla sua figura, già esposta per il ruolo istituzionale alla guida della Biennale.

La frase di Vannacci su Buttafuoco si inserisce quindi in un doppio terreno di scontro: da un lato la discussione sui candidati musulmani e sul rapporto tra religione e politica; dall’altro il dibattito sulle posizioni del presidente della Biennale di Venezia in tema di Russia, Occidente e istituzioni culturali.