Italia & Dintorni

Revoca della cittadinanza, Salvini rilancia ma Tajani frena: “La legge c’è già”, Conte “In atto sciacallaggio”

La revoca della cittadinanza rilanciata da Matteo Salvini divide la maggioranza dopo il caso di Modena e apre un confronto sulle norme.

Revoca della cittadinanza, Salvini insiste dopo il caso di Modena

La proposta della Lega sulla revoca della cittadinanza torna al centro del confronto politico dopo il caso di Modena. Il vicepremier Matteo Salvini rilancia la linea del Carroccio e precisa che il testo non nasce sull’onda della cronaca, ma da un lavoro avviato da tempo.

“A prescindere dalla vicenda di Modena”, sostiene Salvini, la Lega lavora alla proposta “da un anno e mezzo” e non avrebbe costruito “un testo in 24 ore sulla base dei fatti di cronaca”.

Il riferimento è alla vicenda di Salim El Koudri, il 31enne nato a Bergamo e cittadino italiano dal 2009, quando il padre ottenne la cittadinanza. Proprio questo elemento ha reso più complesso il percorso politico indicato dalla Lega, perché la revoca non può essere applicata automaticamente in ogni caso.

Il nodo giuridico sulla doppia cittadinanza

Secondo le verifiche emerse in ambito governativo, l’ipotesi di togliere la cittadinanza a El Koudri non sarebbe praticabile con l’attuale impianto normativo. Il punto riguarda il rischio di apolidia e la necessità di rispettare i vincoli internazionali.

La legge italiana prevede già alcuni casi di revoca della cittadinanza, introdotti con il decreto sicurezza del 2018, per condanne definitive legate a terrorismo ed eversione. La revoca è adottata con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del ministro dell’Interno, entro dieci anni dalla sentenza definitiva.

Il limite principale resta però quello indicato anche dagli uffici tecnici parlamentari: la revoca non può produrre una condizione di apolidia, cioè lasciare una persona senza alcuna cittadinanza.

Tajani e Donzelli raffreddano la linea della Lega

Nella maggioranza non tutti seguono l’impostazione di Salvini. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Modena, ha richiamato l’esistenza di una normativa già in vigore: “C’è già una legge che prevede quando si può togliere la cittadinanza”.

Anche da Fratelli d’Italia arrivano cautele. Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione del partito della Giorgia Meloni, definisce il tema “delicato” e richiama i problemi applicativi. “Ci sono dei dettagli pratici: nel momento in cui ottieni la cittadinanza italiana in alcuni casi perdi la cittadinanza della nazione d’origine”.

Donzelli richiama inoltre le valutazioni tecniche già emerse in Parlamento, secondo cui non è possibile ignorare i vincoli previsti dalla Convenzione Onu del 1961 sulla riduzione dei casi di apolidia.

Le proposte presentate dal Carroccio

La Lega ha già depositato in questa legislatura più testi per ampliare i casi di revoca. Una proposta, a firma Igor Iezzi, punta a estendere la misura a reati come omicidio, tratta, violenza sessuale e mutilazione genitale femminile.

Un secondo testo, collegato a Jacopo Morrone, interviene invece in modo più ampio sulle condizioni per ottenere e perdere la cittadinanza. Il punto più discusso riguarda il tentativo di superare il limite attuale, cioè la possibilità di revocare la cittadinanza solo quando la persona possiede, o può ottenere, quella di un altro Stato.

È proprio su questo passaggio che si concentrano le maggiori obiezioni tecniche: senza un’altra cittadinanza disponibile, la revoca rischierebbe di produrre apolidia.

Le opposizioni attaccano il governo

Dalle opposizioni arrivano critiche alla linea del centrodestra. La segretaria del Pd, la Elly Schlein, contesta l’impostazione politica della vicenda: “Invece di strumentalizzare bisogna che la destra capisca che sulla sicurezza ha fallito e non si perda l’occasione per mettere al centro la salute mentale”.

Più prudente il commento del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che invita a evitare letture strumentali: “È difficile prevenire tragedie del genere, ma la politica deve evitare forme di sciacallaggio”.