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Cesareo a Mirano, nato un bimbo di 3 chili e rimossa una massa tumorale di 30 centimetri: “Non sapevamo cosa avremmo trovato”

A Mirano un cesareo complesso ha permesso la nascita di un bimbo e la rimozione urgente di una massa di 30 centimetri.

Mirano, il cesareo con la massa di 30 centimetri

Un neonato di circa tre chili e una massa addominale di trenta centimetri sono stati estratti nello stesso intervento chirurgico. È accaduto all’ospedale di Mirano, in provincia di Venezia, durante un cesareo eseguito lo scorso 5 maggio. La notizia è stata resa nota nelle ultime ore dall’Ulss 3 Serenissima.

L’operazione è durata circa un’ora e mezza. Al termine dell’intervento la madre, il bambino e l’utero della donna sono stati messi in sicurezza. Il caso è stato seguito dall’équipe di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale miranese, guidata dal primario Jacopo Wabersich.

La diagnosi durante la gravidanza

La paziente è una donna di 36 anni del Miranese, alla seconda gravidanza. Avendo già avuto un precedente figlio, si era accorta che il volume dell’addome cresceva in modo rapido e insolito, con fastidi progressivi.

Gli accertamenti diagnostici, tra risonanza magnetica ed ecografia addominale, hanno evidenziato la presenza di una neoformazione di circa 30 per 20 centimetri. I medici hanno quindi monitorato l’evoluzione della massa durante la gravidanza, valutando tempi e modalità dell’eventuale rimozione.

La decisione iniziale dei medici

Secondo quanto riferito dal primario Jacopo Wabersich, la scelta iniziale era stata quella di non intervenire subito sulla massa, nemmeno durante il cesareo programmato.

“Inizialmente si era deciso, da linee guida, di non procedere all’asportazione in urgenza della neoformazione, nemmeno nel corso dell’intervento cesareo programmato”, ha spiegato Wabersich.

Il piano prevedeva quindi la nascita del bambino, la sutura dell’utero e una successiva valutazione della neoformazione. Una strategia prudente, legata alla complessità del quadro clinico e al rischio emorragico.

Il cambio di programma in sala operatoria

La situazione è cambiata subito dopo l’estrazione del neonato. La massa rimasta nell’addome della madre ha iniziato a sanguinare in modo insistente, rendendo necessario un intervento immediato.

“Sapevamo di dover intervenire su una mamma che portava nel ventre un nascituro di circa 3 chili, il liquido amniotico e una grande massa che comprimeva fegato, cava e aorta. Ma anche se avevamo studiato e monitorato il caso attraverso le risonanze magnetiche, non sapevamo esattamente cosa avremmo trovato dopo l’incisione”, ha aggiunto Wabersich.

A quel punto l’équipe ha proceduto con la rimozione urgente della neoformazione per bloccare l’emorragia. L’intervento ha consentito di evitare ulteriori complicazioni e di preservare l’utero della donna.

Le condizioni di madre e neonato

La madre e il bambino stanno bene. La neoformazione, per dimensioni e collocazione, rappresentava un caso di particolare complessità. Lo stesso primario Wabersich ha riferito di non aver mai osservato una massa simile in quarant’anni di carriera.

Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha sottolineato il rilievo dell’intervento e la capacità di risposta dell’ospedale.

“Oltre ad essere eccezionale per peculiarità del caso, modalità raffinate d’intervento ed esiti positivi, questa operazione chirurgica rappresenta la complessità dei casi che si affrontano in un ospedale moderno e della capacità d’intervento, anche in urgenza e a fronte di possibili e improvvise complicanze, delle nostre équipe specialistiche”, ha dichiarato Zuin.