Procura di Modena chiede la perizia per Salim El Koudri, la difesa: “Si va nella direzione giusta”, la dura replica di FdI “Qui basta la tessera Cgil e Anpi”

La Procura di Modena chiede una perizia psichiatrica per Salim El Koudri, accusato dopo l’auto sulla folla. Deciderà il gip.

Perizia psichiatrica per Salim El Koudri dopo i fatti di Modena

La Procura di Modena ha chiesto una perizia psichiatrica per Salim El Koudri, il 31enne arrestato con le accuse di strage e lesioni aggravate dopo quanto accaduto nei giorni scorsi in pieno centro a Modena. L’uomo è accusato di avere travolto volontariamente con l’auto sette persone e di avere poi tentato di accoltellarne una.

La richiesta è stata formulata nell’ambito di un incidente probatorio, passaggio che consente di acquisire una prova prima del dibattimento. A renderlo noto è stato l’avvocato Fausto Gianelli, difensore dell’indagato, che ha espresso soddisfazione per la scelta della Procura.

L’accertamento, se disposto dal gip, dovrà chiarire le condizioni psichiche di El Koudri al momento dei fatti e fornire elementi tecnici sulla sua eventuale capacità, totale o parziale, di intendere e di volere.

La posizione della difesa e le parole di Gianelli

L’avvocato Gianelli ha spiegato che la richiesta della Procura va nella stessa direzione indicata dalla difesa fin dalle prime fasi del procedimento. “Come difesa, siamo molto soddisfatti che la Procura abbia accolto la nostra impostazione e quanto, fin dall’inizio, avevamo evidenziato, e abbia richiesto una perizia psichiatrica”, ha dichiarato il legale all’agenzia Agi.

Il difensore ha poi ricostruito le ragioni della richiesta: “Noi avevamo fin dall’inizio rilevato – spiega – che la condotta, le modalità, l’atteggiamento delirante e soprattutto il passato e il pregresso clinico di El Koudri deponesse per il fatto che era quanto meno da ipotizzare fortemente che ci fosse un disagio, un disturbo psichiatrico che doveva essere indagato”.

Secondo la difesa, dunque, l’esame non riguarda soltanto una valutazione successiva all’arresto, ma deve concentrarsi sul quadro dell’indagato nel momento in cui si sono verificati i fatti contestati.

Il nodo della capacità di intendere e volere

L’avvocato Gianelli ha precisato che la perizia non viene chiesta per sottrarre El Koudri al giudizio, ma per arrivare a una valutazione processuale completa. “Si va nella direzione giusta – evidenzia – ma non come è stato detto da qualcuno perché la difesa vuole scagionare El Koudri e sottrarlo al doveroso giudizio nei suoi confronti. El Koudri dovrà essere giudicato, ma conoscendo il suo stato psichico, perché quello che, dall’inizio, tutti vogliono sapere è cosa è scattato nella sua mente e se il disturbo psichiatrico sia la ragione unica, una delle concause o non sia per nulla, invece, il motivo del suo gesto”.

Il punto centrale sarà quindi stabilire se l’indagato fosse pienamente capace di comprendere e volere le proprie azioni o se vi fossero condizioni tali da incidere, in tutto o in parte, sulla sua responsabilità.

“A questo punto – prosegue Gianelli – se c’è l’incapacità di intendere e volere totale o parziale lo stabilirà il perito, ma siamo estremamente soddisfatti”.

La decisione passa al gip

Il difensore ha ricordato che, in una fase precedente, il giudice per le indagini preliminari aveva convalidato il fermo, rilevando che non era ancora emersa una prova certa di uno stato di incapacità. “Il gip ha disposto la convalida del fermo, dicendo che non era ancora emersa una prova certa del fatto che avesse agito in uno stato di incapacità di intendere e di volere – ricorda Gianelli – oggi, correttamente, la Procura di Modena, in modo efficace e tempestivo, accoglie la sollecitazione della difesa”.

Per il legale, i tempi dell’accertamento sono un elemento decisivo. “La perizia psichiatrica – rimarca l’avvocato – va eseguita subito, nell’immediatezza del fatto, perché noi vogliamo capire qual era lo stato psichiatrico di El Koudri nove giorni fa, quando ha compiuto quel drammatico gesto. La richiesta della Procura presuppone che si apra un incidente probatorio, cioè che prima del dibattimento venga acquisita una prova che poi dovrà essere valutata nel futuro dibattimento: alla richiesta della Procura si associa la difesa”.

Sarà ora il gip a stabilire se disporre l’accertamento e quale professionista incaricare. “Deciderà il gip – conclude – se disporre la perizia e chi nominare come perito consulente”.

Il caso arriva anche nel confronto politico regionale

La vicenda è entrata anche nel confronto politico in Regione. In Consiglio regionale, il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia Ferdinando Pulitanò ha attaccato la maggioranza di centrosinistra, accusandola di avere sottovalutato il caso.

“La tentata strage dei giorni scorsi “non è un caso che sia avvenuto a Modena, perché avete spiegato a tutti quanti che questa è la terra del Bengodi dove ci sono solo diritti. La vostra integrazione ha fallito totalmente, avendo spiegato alla maggior parte di queste persone, che l’integrazione, forse, passa solo dalla tessera alla Cgil o Anpi”, ha affermato Pulitanò durante il suo intervento.

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