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Occupazione record, Meloni sfida la sinistra: “Volevano combattere il precariato, lo stiamo facendo noi”

I dati Istat sul lavoro segnano 24 milioni 337mila occupati: Giorgia Meloni rivendica il record e attacca la sinistra sul precariato.

Lavoro, il dato Istat che il governo rivendica

Il mercato del lavoro torna al centro dello scontro politico dopo la diffusione dei nuovi dati Istat relativi ad aprile 2026. Secondo l’istituto di statistica, gli occupati in Italia hanno raggiunto quota 24 milioni 337mila, con un tasso di occupazione salito al 63,1% e una disoccupazione scesa al 5,1%. Su base annua, rispetto ad aprile 2025, l’aumento è di 269mila occupati.
Il dato è stato subito rilanciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che su X ha espresso soddisfazione per il risultato e lo ha collegato direttamente all’azione del governo. La premier ha scritto: “Secondo l’Istat, nell’ultimo anno in Italia ci sono 269 mila occupati in più. Un dato molto importante, che conferma un record storico: non c’erano mai state così tante persone al lavoro nella nostra Nazione”.
Nel messaggio, la Meloni ha insistito soprattutto sulla composizione dell’aumento occupazionale, sottolineando la crescita dei contratti stabili e la riduzione dei rapporti a termine. “Ma c’è un numero che merita di essere sottolineato più di altri: sempre nell’ultimo anno i dipendenti permanenti sono aumentati di 143 mila unità, mentre i dipendenti a termine sono diminuiti di 64 mila”, ha aggiunto.
Poi l’affondo politico contro l’opposizione: “La sinistra ha sempre detto di voler combattere il precariato. La destra lo sta facendo”.

Occupati record e disoccupazione al 5,1%

Il comunicato Istat fotografa una crescita dell’occupazione su base mensile accompagnata dalla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi. Ad aprile 2026, rispetto al mese precedente, il numero degli occupati risulta in aumento, mentre le persone in cerca di lavoro calano di 18mila unità e gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono di 102mila unità.
Su base annua, l’occupazione cresce di 269mila unità, come sintesi dell’aumento dei dipendenti permanenti, pari a 143mila, e degli autonomi, pari a 190mila, insieme alla diminuzione dei dipendenti a termine, scesi di 64mila. Il tasso di inattività si attesta al 33,4%, mentre quello di disoccupazione giovanile scende al 16,9%.
La ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone ha commentato i dati parlando di “numeri che delineano un quadro di straordinaria salute per il nostro sistema produttivo”. La ministra ha richiamato anche il concetto di “consolidamento sistemico”, pur segnalando che restano aperte alcune questioni, in particolare nella fascia d’età tra i 35 e i 49 anni, dove secondo l’analisi ministeriale servono ulteriori margini di miglioramento.
La Calderone ha indicato anche la necessità di mantenere continuità d’azione sul fronte dell’occupazione giovanile e femminile, due ambiti che restano centrali nelle politiche del lavoro e nelle strategie di crescita del Paese.

Montaruli attacca la sinistra: “I dati ci danno ragione”

Nel centrodestra, i numeri diffusi dall’Istat sono stati letti come una conferma della linea economica del governo. La vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, ha parlato di un risultato capace di smentire le critiche dell’opposizione.
In una nota, la Montaruli ha dichiarato: “I dati Istat di oggi fotografano una realtà incontestabile che polverizza, una volta di più, i tentativi di mistificazione e i costanti teoremi della sinistra sul declino economico dell’Italia”.
Poi ha aggiunto: “Possono dire quello che vogliono ma la verità è che il dato oggettivo parla e smentisce la narrazione catastrofista: occupazione record al 63,1% e la disoccupazione ai minimi storici dal 2004, al 5,1%”.
Secondo la Montaruli, “questi sono i numeri e sono la prova che le politiche di questo Governo funzionano. La sinistra si rassegni: i dati ci danno ragione, la propaganda la lasciamo a loro”.