Vannacci divide lo studio di Otto e mezzo, Cacciari durissimo: “Non lo sottovaluto, si sottovaluta da sé”

Massimo Cacciari attacca il modo in cui si parla di Roberto Vannacci e ridimensiona il peso politico di Futuro Nazionale.

Il confronto su Roberto Vannacci diventa uno scontro acceso a Otto e mezzo, su La7, tra Lilli Gruber e Massimo Cacciari. Il filosofo ha contestato il modo in cui viene letto il nuovo movimento dell’ex generale, Futuro Nazionale, respingendo l’idea che rappresenti il principale pericolo politico legato alle nuove destre. La discussione è partita da un intervento di Massimo Giannini sui “nuovi fascismi illiberali”, per poi concentrarsi sul peso reale di Vannacci nello scenario italiano. La conclusione di Cacciari è stata netta: “Vannacci è l’ultimo dei problemi, neanche il penultimo, l’ultimo!”.

Cacciari contro Gruber sul caso Vannacci

La tensione in studio si è alzata quando Massimo Giannini, editorialista di Repubblica, ha collegato il precedente intervento di Cacciari sull’antifascismo alle posizioni del governo Meloni su Israele, Trump e sui cosiddetti “nuovi fascismi illiberali”. Il filosofo ha reagito subito, respingendo quella chiave di lettura.

“I nuovi fascismi non sono neanche questo. Sono un’altra cosa molto più seria, e non sono più fascismi per ragioni tecniche. Non sto qui a spiegare, l’ho spiegato cento volte dappertutto. Basta. Non è più il pericolo del fascismo, è assurdo questo discorso”.

Quando Lilli Gruber ha spostato il confronto su Roberto Vannacci, Cacciari ha alzato ulteriormente il tono. Ha raccontato di avere incontrato, in seminari e contesti universitari, giovani attratti da letture legate a sergenti nazisti, Evola e Codreanu, sostenendo di averli convinti a uscire da quel “pantano”.

Il punto, secondo il filosofo, non è censurare o distribuire etichette, ma affrontare il confronto sul terreno delle idee. “Bisogna discutere e confrontarsi, perché le idee di cui sei certo sono più forti da tutti i punti di vista, anche dal punto di vista del mito”. Per Cacciari, una vera unità politica europea non può nascere da “patentini”, “scemenze” o censure, ma da parole, ideali e miti capaci di parlare ai giovani.

“Vannacci è l’ultimo dei problemi”

Nel corso del dibattito, Cacciari ha ridimensionato in modo netto la figura del leader di Futuro Nazionale. A suo giudizio, il fenomeno Vannacci non va confuso con movimenti politici europei molto più strutturati e radicati.

“Non è Vannacci, lei lo sa meglio di me Gruber. È la seconda forza politica tedesca, è la Le Pen che ha detto e dice cose centomila volte peggiori di quelle pronunciate da Vannacci”.

Il filosofo ha quindi spostato lo sguardo oltre il caso italiano, sostenendo che il vero problema politico non sia l’ex generale, ma la presenza in Europa di destre più forti, organizzate e capaci di incidere negli equilibri nazionali. Da qui il giudizio tranchant: “Vannacci è l’ultimo dei problemi, neanche il penultimo, l’ultimo!”.

Secondo Cacciari, se Vannacci dovesse correre da solo, la sinistra avrebbe motivo di esultare; se invece dovesse rientrare stabilmente nel perimetro del centrodestra, gli equilibri politici resterebbero sostanzialmente invariati. Il suo spazio, nella lettura del filosofo, nasce anche dal vuoto lasciato da Giorgia Meloni e Matteo Salvini dopo l’ingresso al governo.

Lo scontro su Bersani e la battaglia delle idee

Il confronto si è poi spostato sul tema della battaglia culturale. Gruber ha ricordato che anche Pier Luigi Bersani aveva evocato una battaglia delle idee. La risposta di Cacciari è stata immediata: “E chi fa questa battaglia delle idee? Bersani? Ma vedete che stiamo dicendo delle cose fuori dal mondo?”.

La conduttrice ha provato a difendere il contributo dell’ex leader del Pd, ricordando i suoi incontri in giro per l’Italia per parlare con i giovani. Cacciari, però, ha mantenuto la propria posizione, sostenendo che serva un ricambio generazionale reale: “Non può essere né Bersani né Cacciari, bisogna che ci sia una classe politica giovane. Cosa vuoi che sia Bersani o Cacciari a fare la battaglia delle idee?”.

Quando Gruber ha richiamato le parole di Vannacci sul reato di femminicidio, il filosofo ha tagliato corto: “Devo commentare l’idiozia di un Vannacci? Vannacci non ha cultura e humus dietro, né la storia dei grandi movimenti della destra. Non lo sottovaluto affatto, lui si sottovaluta da sé”.

Poi ha aggiunto: “Se questo spazio lui se lo vuole mantenere, la sinistra brinda. Se, come sono certo, il giorno prima torna all’ovile, è tutto uguale a prima”.

La chiusura è stata ancora più dura, con un rimprovero diretto alla conduttrice: “Vannacci non ha un piffero di niente, smettiamolo di fargli propaganda. Gruber, smettiamogli di fargli propaganda, vivaddio”.

Lilli Gruber ha replicato ricordando di non avere mai invitato prima Vannacci e di averlo fatto ora solo dopo la fondazione del partito e la Costituente di Futuro Nazionale. Cacciari ha chiuso con una battuta sarcastica: “Speriamo che sia la prima e l’ultima volta”.

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