Alemanno lascia Rebibbia, Storace lo saluta: “Bentornato alla vita”

Alemanno esce da Rebibbia e Storace rilancia il tema del carcere, della politica e del ritorno nel centrodestra.

Gianni Alemanno lascia Rebibbia questa mattina alle 10, dopo un periodo detentivo iniziato a Capodanno 2024, e il suo ritorno fuori dal carcere diventa subito un passaggio politico. A commentare l’uscita è Francesco Storace, che saluta l’ex sindaco di Roma con parole nette: «Bentornato alla vita, Gianni Alemanno». Il messaggio guarda alle condizioni dei detenuti, alla solidarietà ricevuta durante la detenzione e alle scelte che ora attendono l’ex primo cittadino della Capitale.

Alemanno fuori da Rebibbia, il messaggio di Storace

Per Storace, il rientro di Alemanno nella vita pubblica non riguarda soltanto una vicenda personale. L’ex sindaco, scrive, lascia il carcere con la sensazione di separarsi da chi ha conosciuto “di là dentro”, ma ritrova molti rapporti fuori. Il punto politico e civile, nella lettura di Storace, è la necessità di non disperdere l’esperienza vissuta in carcere.

Il riferimento è anche al percorso portato avanti da Rita Bernardini e da Nessuno tocchi Caino, riassunto nella frase: «sconti la pena, ma tutto sia civile». Storace insiste su un principio preciso: «Sono detenuti e non persone da torturare». Una posizione che sposta l’attenzione dalla sola vicenda giudiziaria di Alemanno al tema più ampio delle condizioni carcerarie.

Secondo Storace, la detenzione dell’ex sindaco non è passata inosservata. Lettere, visite e interventi pubblici hanno accompagnato i mesi trascorsi a Rebibbia, alimentando una rete di vicinanza personale e politica. Nel suo ragionamento, quella condizione è apparsa a molti sproporzionata per un uomo che, pur proclamandosi innocente, ha vissuto la prigione con dignità.

Il caso Mafia capitale e il ruolo degli affetti

Nel ricostruire la traiettoria di Alemanno, Storace richiama anche l’inchiesta nota come «Mafia capitale», definita nel testo una costruzione poi ridimensionata dalla Cassazione. L’ex sindaco di Roma era stato inizialmente indicato in un quadro accusatorio molto più ampio, poi mutato nel corso del procedimento.

Storace sottolinea che Alemanno non è finito a Rebibbia per il cosiddetto traffico di influenze, ma per il mancato rispetto delle prescrizioni del magistrato di sorveglianza. In questo passaggio entra anche il tema dell’attività politica, dei comizi e degli spostamenti in giro per l’Italia, considerati elementi che hanno inciso sulla vicenda.

Nel periodo più difficile, scrive ancora Storace, un ruolo importante lo hanno avuto gli affetti e le persone rimaste vicine all’ex sindaco. Tra queste cita Isabella Rauti, ex moglie di Alemanno, descritta come presenza costante e leale. Accanto a lei, vengono ricordati anche Chicco Costini e Massimo Arlechino, impegnati a mantenere vivo il messaggio politico dell’ex primo cittadino.

Futuro Nazionale, Vannacci e il ritorno alla politica

La nuova fase si apre mentre il movimento Indipendenza! è confluito in Futuro Nazionale, il progetto legato a Roberto Vannacci. Per Alemanno, secondo Storace, il nodo sarà capire quanti seguiranno il suo rientro e quale direzione politica scegliere.

Il bivio riguarda soprattutto il rapporto con il centrodestra: rottura o ricucitura. Storace lascia intendere che, fuori dal carcere, possa prevalere una linea più ragionata, fondata sull’idea che il centrodestra resti la casa naturale di Alemanno. L’ex sindaco, ricorda, ha guidato Roma sottraendola alla sinistra e conserva ancora riferimenti diffusi nella coalizione che oggi governa l’Italia.

La prospettiva indicata è quella di una correzione interna, non di una demolizione. Storace scrive che «C’è più bisogno di idee che di partiti» e invita Alemanno a valutare con attenzione il futuro, evitando nuove frammentazioni. La gratitudine verso Vannacci viene riconosciuta, anche se nel nuovo assetto di Futuro Nazionale la presenza del movimento di Alemanno è descritta come minoritaria.

Il ritorno alla politica, quindi, passa da una scelta non secondaria: rappresentare le proprie idee senza trasformarle in ulteriore divisione. Il saluto finale di Storace resta personale ma anche politico: «Sì, buona nuova vita ad Alemanno, e sappia ponderare bene le sue scelte future».

Lascia un commento