Vittorio Brumotti si schiera con Meloni: “La voto, ma non sono stato scelto per politica”

Vittorio Brumotti parla della Rai, rivendica il voto a Meloni e respinge l’accusa di una chiamata politica.

Vittorio Brumotti chiarisce la sua posizione politica alla vigilia della nuova avventura su Rai1 con il programma Italia A/R. Il volto televisivo, noto per i servizi realizzati negli anni a Striscia la notizia, ha dichiarato apertamente il proprio sostegno alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, respingendo però l’idea che il suo arrivo in Rai sia legato a una scelta di appartenenza politica. Brumotti rivendica la propria storia professionale, fatta di inchieste sul campo, rischi personali e un lungo percorso televisivo, e prende le distanze dalle posizioni più estreme della destra.

Vittorio Brumotti e il voto a Meloni

La dichiarazione più netta riguarda il voto. Vittorio Brumotti ha affermato senza esitazioni: “Voto Meloni”. Una scelta che il conduttore collega a una destra che considera popolare e vicina al Paese reale. Nel suo ragionamento, l’attuale governo rappresenterebbe “una destra del popolo, molto più vicina al metodo Berlusconi”.

Il riferimento a Silvio Berlusconi serve a Brumotti per spiegare il tipo di area politica in cui dice di riconoscersi: una destra pragmatica, operativa, legata alle regole e al fare. Una posizione che non coincide, però, con l’intero campo della destra italiana. Il conduttore precisa infatti di non sentirsi vicino a espressioni più radicali come quelle riconducibili a Roberto Vannacci o a CasaPound.

Questa distinzione è centrale nel suo discorso. Brumotti sostiene di votare Giorgia Meloni perché si sente rappresentato da una linea politica che considera concreta e popolare, ma rifiuta le etichette più rigide. La sua identità, spiega, è più complessa di una semplice collocazione di partito.

La Rai e l’accusa di una scelta politica

Il passaggio più delicato riguarda il suo approdo su Rai1 con Italia A/R. Vittorio Brumotti respinge con fermezza l’accusa di essere stato scelto per ragioni politiche. “Trovo offensivo che si dica che sono qui per scelta politica”, afferma, rispondendo alle polemiche legate alla sua presenza nella televisione pubblica.

Il conduttore rivendica la propria gavetta a Striscia la notizia, dove ha realizzato oltre mille servizi. Una parte importante del suo lavoro è stata dedicata al contrasto alle piazze di spaccio e alle attività criminali, con conseguenze pesanti anche sul piano personale. Brumotti ricorda di essere stato aggredito più volte, di aver subito colpi di arma da fuoco, accoltellamenti e gravi ferite, tra cui la frattura della mascella.

Per questo considera ingiusto ridurre il suo percorso a una questione politica. La nuova esperienza in Rai viene presentata come il risultato di una carriera costruita sul campo, non come una nomina legata alla vicinanza al governo.

Il profilo politico e personale di Brumotti

Vittorio Brumotti si definisce un “fricchettone che ama le regole”. Una formula con cui prova a tenere insieme aspetti diversi della sua identità: imprenditore di destra, ma con amicizie e sensibilità anche lontane dalla sua area politica. Dice di essere attento ai temi sociali, al terzo settore, al mondo gay e agli immigrati.

Nel suo ragionamento, destra e sinistra non sono due mondi separati in modo assoluto. “Il corpo umano è fatto dalla mano destra e dalla mano sinistra”, spiega, riconoscendo alla sinistra “anima e pensiero” e alla destra un approccio più legato all’operatività e alle regole.

Brumotti aggiunge di essere “malato di politica” e di fare già politica attraverso il proprio lavoro televisivo e il rapporto con i suoi tre milioni di follower. La scelta di votare Giorgia Meloni, però, resta per lui esplicita: si sente rappresentato da una destra popolare, lontana dagli estremismi e fondata su concretezza, ordine e attenzione al territorio.

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