Alessandro Onorato attacca Vannacci e chiama in causa Meloni, ma avverte il centrosinistra sul tema della sicurezza.
Alessandro Onorato attacca duramente Roberto Vannacci durante la trasmissione In Onda e chiama direttamente in causa Giorgia Meloni sul terreno delle alleanze politiche. L’assessore ha condannato le posizioni del generale, giudicandole inaccettabili soprattutto quando riguardano i diritti e le persone omosessuali. Al tempo stesso, però, Onorato ha invitato il centrosinistra a una riflessione più ampia: alcuni temi cavalcati da Vannacci, a partire dalla sicurezza, sono stati lasciati troppo a lungo alla destra, con il risultato di rendere più difficile una risposta politica credibile.
Vannacci, Onorato sfida Meloni sulle alleanze
Nel suo intervento a In Onda, Alessandro Onorato ha scelto una linea frontale contro Roberto Vannacci, contestando il linguaggio e l’impostazione politica dell’europarlamentare. Il punto più duro riguarda le dichiarazioni attribuite al generale sulle persone gay, definite dall’assessore incompatibili con una visione moderna delle istituzioni e dei diritti.
La sfida politica è rivolta direttamente a Giorgia Meloni. Onorato chiede alla presidente del Consiglio di chiarire se intenda davvero costruire un’alleanza politica con chi sostiene posizioni così divisive. Il riferimento è alla destra e al rapporto con figure che, pur raccogliendo consenso su alcuni temi identitari, pongono un problema evidente sul piano dei diritti civili e dell’immagine istituzionale.
Per Onorato, la questione non può essere derubricata a provocazione o a semplice schermaglia televisiva. Quando un esponente politico arriva a definire i gay “anormali”, il tema diventa immediatamente politico e riguarda la qualità delle alleanze, il profilo della leadership e il messaggio che viene consegnato al Paese.
Il nodo della sicurezza lasciato alla destra
L’attacco a Vannacci non impedisce però ad Alessandro Onorato di aprire una riflessione interna al campo progressista. Secondo l’assessore, il centrosinistra ha commesso un errore nel lasciare alla destra alcuni argomenti sentiti dai cittadini, in particolare quello della sicurezza.
È proprio su questo terreno che Vannacci riesce a intercettare una parte del consenso. Parla di paura, ordine, controllo del territorio e disagio nelle periferie, temi che non possono essere ignorati o trattati come questioni secondarie. Per Onorato, la risposta non deve essere l’inseguimento delle parole d’ordine della destra, ma una proposta autonoma, concreta e riconoscibile.
La sicurezza non riguarda soltanto repressione e ordine pubblico. Riguarda anche illuminazione, trasporti, presidio sociale, decoro urbano, servizi, scuola, lavoro e presenza delle istituzioni nei quartieri. Se il centrosinistra rinuncia a parlare di questi temi, lascia spazio a chi li affronta con slogan più duri e soluzioni semplificate.
Diritti e sicurezza, il doppio terreno dello scontro
La posizione di Alessandro Onorato tiene insieme due piani diversi: la condanna delle frasi di Roberto Vannacci sui diritti e la necessità di non consegnare alla destra il monopolio della sicurezza. Da una parte, l’assessore considera inaccettabile un linguaggio che colpisce le persone gay e le riduce a bersaglio politico. Dall’altra, riconosce che alcuni temi sociali richiedono risposte più forti anche da parte del centrosinistra.
Il messaggio rivolto a Giorgia Meloni è quindi netto: la premier deve dire se considera compatibile con la propria area politica un’alleanza con chi usa parole giudicate offensive verso le persone omosessuali. Ma il messaggio rivolto al campo progressista è altrettanto chiaro: non basta contestare Vannacci, bisogna anche capire perché alcune sue parole riescano a entrare nel dibattito pubblico e a intercettare paure reali.
