Marco Rizzo lancia da Napoli e Avellino il progetto Italia Neutrale contro Unione Europea, Nato e grande finanza internazionale.
Marco Rizzo porta in Campania la sua proposta politica contro l’attuale assetto europeo e atlantico, con due appuntamenti delle prime Giornate della sovranità italiana. Il leader di Democrazia Sovrana e Popolare sarà mercoledì 8 luglio a Napoli, alle Terrazze di Virgilio a Posillipo, e giovedì 9 luglio ad Avellino, al Circolo della Stampa, entrambi gli incontri alle 18:30. Al centro dell’iniziativa ci sono la critica all’Unione Europea, l’uscita dalla Nato, la neutralità permanente dell’Italia e la costruzione di un fronte politico trasversale.
Marco Rizzo e il progetto Italia Neutrale
Il percorso presentato da Rizzo unisce autobiografia politica e manifesto programmatico. L’obiettivo dichiarato è proporre una nuova linea nazionale “oltre destra e sinistra”, fondata sulla sovranità italiana e sulla rottura con l’attuale modello europeo.
“A volte il racconto è un passo decisivo per realizzare consapevolezza politica. Per questo ho scritto una biografia politico-esistenziale nella quale c’è la mia storia, che è anche, un po’, quella dell’Italia. Contestualmente, ho definito un manifesto politico per riprenderci le chiavi di casa oltre destra e sinistra, contro l’UE guerrafondaia”, ha dichiarato il leader di Democrazia Sovrana e Popolare.
La proposta non resterà circoscritta agli appuntamenti campani. Rizzo ha annunciato un percorso nazionale, destinato a raggiungere diverse regioni e città italiane, con l’intento di trasformare il racconto personale in una piattaforma politica strutturata.
“Unendo il racconto e l’analisi, ho deciso di costruire un percorso che dica come sia crollata la credibilità della politica negli ultimi anni e quali siano le ricette utili a fermare il declino. Presenterò queste idee, regione per regione, città per città”.
Il fronte anti-UE e l’attacco alla grande finanza
Uno dei punti centrali del progetto riguarda la costruzione di un fronte alternativo all’attuale sistema politico, economico e istituzionale. Rizzo punta a unire categorie sociali che, nella sua analisi, sono state spesso contrapposte: da una parte il ceto medio produttivo, dall’altra il mondo del lavoro dipendente.
“Il centro della questione riguarda la necessità di costituire un vero e proprio fronte anti-establishment ed anti-UE. Bisogna unire i due grandi blocchi sociali che per decenni si sono combattuti: ceto medio produttivo e classi lavoratrici. Quindi piccoli e medi imprenditori, commercianti, artigiani, partite Iva da un lato e impiegati e operai dall’altro devono stare tutti dalla stessa parte”.
Nel mirino finiscono la grande finanza, il grande capitale e l’attuale struttura dell’Unione Europea. La prospettiva indicata da Rizzo è quella di un’Italia capace di collocarsi fuori dai vincoli europei e atlantici, mantenendo una posizione autonoma nello scenario internazionale.
“Il nemico è la grande finanza e il grande capitale, è questa Unione Europea. In un mondo multipolare come il nostro – prosegue – l’Italia dovrebbe sfilarsi da questa Europa e dalla Nato e rimanere autonoma, pacifica e neutrale”.
Rapporti con Usa, Russia e Paesi emergenti
La linea di Democrazia Sovrana e Popolare riguarda anche la politica estera. Per Rizzo, l’Italia dovrebbe costruire relazioni internazionali senza dipendere da blocchi militari o vincoli sovranazionali, mantenendo rapporti con più aree del mondo in base agli interessi nazionali.
“Dovremmo tenere rapporti privilegiati sia con gli Usa che con la Russia, per comprare l’energia a basso costo, ma avere relazioni anche con Cina, India, Brasile, Argentina e ovviamente i Paesi europei. Ma da posizione autonoma”.
Durante gli incontri di Napoli e Avellino sarà presentata anche la campagna Italia Neutrale, con l’avvio della raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sostenuta dal comitato omonimo e da Democrazia Sovrana e Popolare. Il testo prevede modifiche all’articolo 11 della Costituzione, con l’introduzione del principio di neutralità permanente dell’Italia e nuove garanzie sulla partecipazione a organizzazioni internazionali.
Secondo Rizzo, la presenza di basi militari straniere in territorio italiano non rafforzerebbe la sicurezza nazionale, ma rappresenterebbe un possibile fattore di esposizione. La preoccupazione riguarda soprattutto le installazioni strategiche e l’eventuale presenza di armamenti non convenzionali.
“La battaglia per la neutralità dell’Italia è quindi importantissima per la nostra sicurezza”, ha concluso Rizzo.
