Sigfrido Ranucci avrebbe offerto di lasciare Report davanti alle perplessità della redazione nate dopo gli sviluppi del caso Lavitola.
Sigfrido Ranucci sarebbe pronto a rinunciare alla guida di Report qualora venisse meno la fiducia della sua squadra. Il conduttore avrebbe comunicato la propria disponibilità ad alcuni giornalisti della trasmissione, mentre crescono le preoccupazioni per le conseguenze dell’inchiesta sull’attentato subito e per i rapporti personali emersi con Valter Lavitola. Una riunione degli inviati è prevista per giovedì, mentre la Rai ha sospeso cautelativamente le repliche estive del programma, confermando però la nuova stagione da novembre.
L’indiscrezione segna un passaggio delicato per il volto simbolo della trasmissione d’inchiesta di Rai 3. Ranucci avrebbe contattato alcuni componenti della redazione, formata complessivamente da circa quaranta persone, per affrontare direttamente le perplessità emerse nelle ultime settimane.
«Se avete dubbi su di me sono pronto a un passo indietro», avrebbe detto il giornalista ai colleghi, mettendo sul tavolo anche l’ipotesi di lasciare la conduzione. Non risulta però che sia stata assunta una decisione definitiva: la frase sarebbe stata pronunciata per chiedere alla squadra una valutazione chiara sul rapporto di fiducia necessario a proseguire il lavoro.
Report, i dubbi della redazione e l’offerta di Ranucci
Le preoccupazioni interne non riguarderebbero soltanto la posizione personale del conduttore. Alcuni giornalisti temerebbero che le frequentazioni di Ranucci con Lavitola possano indebolire la credibilità delle future inchieste dedicate ai rapporti tra politici, imprenditori e personaggi controversi.
Il dubbio attribuito a un componente della squadra riassume il problema: «Con quale faccia potrò andare da un politico a chiedergli conto dei suoi legami pericolosi con personaggi controversi?».
La questione investe direttamente il metodo di Report, programma che da anni concentra numerosi servizi proprio sui collegamenti personali e professionali dei protagonisti della vita pubblica. A preoccupare gli inviati sarebbe quindi la possibilità che ogni futura richiesta di chiarimenti possa essere respinta richiamando il caso dello stesso conduttore.
Giovedì dovrebbe svolgersi una riunione tra i dodici inviati della trasmissione. Il confronto servirà a valutare gli effetti della vicenda sul gruppo di lavoro e sulla preparazione della prossima stagione. Nove di loro, nelle settimane precedenti, avevano rinunciato alla stabilizzazione in Rai per continuare a lavorare a Roma alle inchieste di Report, evitando il trasferimento nelle redazioni regionali della Tgr.
La scelta aveva mostrato il forte legame professionale con il programma. Proprio per questo, l’esito della riunione potrà assumere un peso rilevante nella decisione finale di Ranucci.
Lo scontro tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola
Intanto si è deteriorato il rapporto tra Ranucci e Lavitola, indicato dagli investigatori come possibile mandante dell’attentato compiuto davanti all’abitazione del giornalista. L’ex direttore dell’Avanti ha negato qualsiasi responsabilità e la sua posizione resta sottoposta agli accertamenti della magistratura.
Ranucci ha confermato di non riuscire a credere al coinvolgimento dell’amico, ma ha riconosciuto di avere sbagliato nel rendere pubblico un aspetto personale riguardante la nascita del loro rapporto.
«Non cambio idea su Valter e non ci voglio credere: mi spiace per aver tirato in mezzo la vicenda del figlio malato alla radice della nostro legame, mi scuso», ha dichiarato il conduttore.
Lavitola ha risposto con parole molto dure: «Sigfrido dubita di me sono pronto a sputargli in faccia».
Le dichiarazioni mostrano quanto siano ormai compromessi i rapporti tra i due. Ranucci ha inizialmente manifestato incredulità davanti all’ipotesi investigativa, mentre Lavitola ha sostenuto di sentirsi tradito dal solo fatto che l’amico possa prendere in considerazione un suo coinvolgimento. Quest’ultimo, intervistato anche dal Tg1, ha respinto la ricostruzione secondo cui l’attentato sarebbe stato organizzato per favorire l’immagine pubblica del giornalista.
La sospensione delle repliche e il futuro della trasmissione
Gli sviluppi giudiziari hanno già prodotto una conseguenza sulla programmazione. La Direzione Approfondimento Rai ha sospeso le repliche estive di Report «in attesa che si faccia piena chiarezza» sulla vicenda che coinvolge il conduttore.
L’azienda ha presentato la decisione come una misura cautelativa adottata «a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico». Nello stesso comunicato ha precisato che l’appuntamento con la nuova stagione resta confermato e che la trasmissione tornerà in onda a novembre.
La redazione ha contestato duramente lo stop, considerandolo una decisione capace di colpire il lavoro dell’intero gruppo. Anche l’Usigrai ha espresso dubbi sul provvedimento, sottolineando le possibili conseguenze sul futuro della trasmissione.
Al momento, dunque, la prosecuzione di Report non è formalmente in discussione. Resta però aperto il nodo della conduzione e della fiducia interna. La riunione degli inviati potrà chiarire se le perplessità emerse abbiano incrinato il rapporto con Ranucci oppure se la squadra intenda confermargli il proprio sostegno e proseguire con lui la preparazione delle nuove inchieste.
