Pina Picierno affonda Elly Schlein: “Davanti a Giuseppe Conte si finge morta”

Pina Picierno rivendica l’uscita dal Pd e accusa Elly Schlein di subire la linea politica del Movimento 5 Stelle.

Pina Picierno non torna indietro sulla decisione di lasciare il Partito Democratico e rilancia lo scontro con Elly Schlein. A margine della presentazione della seconda edizione della Conferenza europea di Ventotene, la vicepresidente del Parlamento europeo ha spiegato che le tensioni emerse nel centrosinistra sulla politica estera hanno rafforzato le ragioni del suo addio al partito. Nel mirino sono finite soprattutto le dichiarazioni di Giuseppe Conte sulla minaccia rappresentata dalla Russia e la mancata risposta della segretaria dem.

«Non mi pento di essere uscita dal Pd, e le cose che sono accadute nel corso dell’ultima settimana rafforzano ancora di più i miei convincimenti», ha dichiarato la fondatrice di Spazio Pubblico, il nuovo progetto politico nato dopo la separazione dal partito guidato dalla Schlein.

La rottura riguarda uno dei temi più delicati per la costruzione di un’alleanza alternativa al centrodestra: la collocazione internazionale del centrosinistra, il sostegno all’Ucraina e il rapporto con la Russia. Questioni sulle quali, secondo la Picierno, le posizioni del Movimento 5 Stelle sarebbero incompatibili con una proposta chiaramente europeista.

Pina Picierno contro il silenzio di Elly Schlein

L’europarlamentare ha fatto riferimento alle parole con cui Conte ha ridimensionato il pericolo russo per l’Europa, sostenendo che le minacce dalle quali sentirsi maggiormente preoccupati sarebbero altre. Dichiarazioni che, per la Picierno, avrebbero richiesto una presa di posizione immediata da parte della segretaria del Pd.

«Mi sarei aspettata una reazione da parte della segretaria del PD che invece, come al solito, si finge morta, non reagisce, ingoia qualsiasi cosa ed è un gran peccato, è un gran peccato per il Partito Democratico che ha perso completamente la sua funzione».

L’accusa non si limita alla gestione dell’ultima polemica. Secondo la vicepresidente dell’Eurocamera, il problema sarebbe ormai politico e riguarderebbe l’identità stessa del Partito Democratico, che avrebbe rinunciato alla propria componente riformista per mantenere aperta l’alleanza con il Movimento 5 Stelle.

«[Il Pd] non è più la casa dei riformisti italiani – ha continuato Picierno –, è diventato un partito ideologico-massimalista, incapace di reagire persino alle affermazioni pericolose e vergognose di Conte».

La Picierno ha contestato anche la formula «testardamente unitari», utilizzata dalla Schlein per rivendicare la necessità di costruire una coalizione larga. A suo giudizio, quell’impostazione rischierebbe di trasformarsi nell’accettazione di qualsiasi posizione espressa dagli alleati.

«Quel “testardamente unitari” ripetuto a memoria da Schlein suona come la volontà di ingoiarsi qualsiasi cosa e di subire l’egemonia politica e culturale dei 5 Stelle pur di provare ad arrivare a Palazzo Chigi».

Lo scontro sul “campo Lavrov” e sulla politica estera

Il nodo centrale resta il profilo internazionale dell’eventuale alleanza di centrosinistra. La Picierno chiede che ogni progetto alternativo al governo sia costruito su una linea europeista, democratica e nettamente contraria al putinismo. Una condizione che, a suo parere, l’attuale campo progressista non sarebbe in grado di garantire.

«L’alternativa alla destra deve essere europeista, antiputiniana, antitotalitaria, democratica, mentre attualmente il cosiddetto “campo Lavrov” non è nulla di tutto questo, perché c’è un’egemonia culturale del Movimento 5 Stelle che ha delle posizioni molto più che ambigue sul putinismo».

L’espressione «campo Lavrov» viene utilizzata dalla vicepresidente del Parlamento europeo per descrivere lo spostamento del cosiddetto campo largo verso le posizioni del M5S sulla guerra in Ucraina, sulla difesa europea e sui rapporti con Mosca. Un’impostazione che, secondo la Picierno, rende poco credibile la proposta di governo del centrosinistra.

L’europarlamentare ha quindi attribuito alla Schlein la responsabilità di non aver chiarito le differenze tra il Pd e il partito di Conte: «La grande responsabilità di Schlein è che non ha mai voluto sciogliere queste ambiguità, non aver imposto la necessità di fare chiarezza perché si possono tenere cose diverse insieme ma il suo grave limite è recitare la parte della “bella addormentata nel bosco” pur di arrivare a Palazzo Chigi per inerzia, ma questo metodo non funziona».

L’addio al Pd e il progetto Spazio Pubblico

La Picierno aveva annunciato l’uscita dal Partito Democratico il 4 giugno 2026, sostenendo che il partito fosse diventato «un posto diverso» rispetto a quello nato dalla fusione delle culture riformiste del centrosinistra.

La nascita di Spazio Pubblico rappresenta il tentativo di costruire un’area politica autonoma, europeista e riformista, distinta sia dal centrodestra sia dall’asse tra Pd e Movimento 5 Stelle. Le nuove dichiarazioni mostrano che la distanza dalla Schlein non riguarda soltanto rapporti personali o dinamiche interne, ma la strategia con cui affrontare le prossime sfide elettorali.

La seconda Conferenza europea di Ventotene per la libertà e la democrazia, prevista dal 10 al 12 settembre 2026, sarà dedicata proprio alla difesa dei valori democratici e dell’unità europea. L’iniziativa è promossa dalla Picierno insieme agli uffici italiani del Parlamento europeo e della Commissione europea.

È in questo quadro che la vicepresidente dell’Eurocamera intende collocare la propria iniziativa politica: un’alternativa fondata sull’integrazione europea, sul sostegno all’Ucraina e su una netta opposizione alle ambiguità nei confronti del governo di Vladimir Putin.

Lascia un commento