Renzi gela Salvini sul caso Roggero: “La legge sulla legittima difesa l’hai scritta tu”

Matteo Renzi richiama la politica alle proprie responsabilità: le leggi spettano al Parlamento, mentre i giudici devono applicarle.

Matteo Renzi interviene sul caso di Mario Roggero e sposta lo scontro dalle sentenze alle responsabilità della politica. Ospite di In Onda, l’ex presidente del Consiglio ha ricordato che le norme vengono approvate dal Parlamento e applicate dai magistrati. Se una legge produce conseguenze ritenute sbagliate o ingiuste, sostiene, sono i partiti a doverla modificare.

Il riferimento è alla disciplina sulla legittima difesa, sostenuta con forza dalla Lega e da Matteo Salvini. Renzi contesta quindi il tentativo di attribuire ai giudici la responsabilità politica della condanna definitiva inflitta a Roggero.

Il leader di Italia Viva ha raccontato che la vicenda ha diviso anche la sua famiglia: suo figlio considera quanto accaduto un caso di legittima difesa, mentre sua figlia pone maggiormente l’accento sul rispetto dello Stato di diritto. Due posizioni differenti che, secondo Renzi, riflettono il confronto presente nel Paese.

Caso Roggero, Renzi richiama Salvini alle sue responsabilità

Il punto di partenza del ragionamento di Renzi è la separazione dei poteri. La politica scrive e approva le leggi, la magistratura le interpreta e le applica nei singoli procedimenti.

Per questo l’ex premier considera contraddittorio attaccare i giudici dopo una sentenza fondata sulle norme votate dal Parlamento.

“La legge sulla legittima difesa l’ha fatta Salvini”, è il senso della posizione espressa da Renzi durante la trasmissione. Il riferimento è alla riforma sostenuta dal centrodestra con l’obiettivo di rafforzare le garanzie riconosciute a chi reagisce a un’aggressione nella propria abitazione o attività.

Secondo il leader di Italia Viva, però, la politica non può approvare una legge e successivamente contestare la magistratura quando la sua applicazione non produce il risultato desiderato.

Il caso di Mario Roggero ha riaperto il confronto dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi. Il gioielliere aveva reagito alla rapina subita nel proprio negozio, uccidendo due rapinatori e ferendone un terzo.

La questione decisiva affrontata nel processo ha riguardato il momento in cui furono esplosi i colpi e la presenza o meno di un pericolo ancora attuale. I giudici non hanno riconosciuto la legittima difesa invocata dalla difesa del commerciante.

“Mio figlio parla di legittima difesa, mia figlia di Stato di diritto”

Renzi ha poi raccontato come il caso Roggero abbia provocato un confronto anche all’interno della sua famiglia.

Da una parte c’è suo figlio, convinto che la vicenda debba essere considerata un caso di legittima difesa. Dall’altra sua figlia, più attenta alla necessità di rispettare le sentenze e i principi dello Stato di diritto.

Il racconto personale viene utilizzato dall’ex presidente del Consiglio per mostrare quanto il tema sia complesso e capace di dividere anche persone appartenenti alla stessa famiglia.

La posizione del figlio rappresenta il sentimento di chi considera Roggero soprattutto la vittima di una rapina violenta. In questa lettura, la paura vissuta dal gioielliere e dai suoi familiari dovrebbe avere un peso determinante nella valutazione della sua reazione.

La posizione della figlia richiama invece un principio diverso: una sentenza definitiva deve essere rispettata anche quando suscita forti perplessità o appare distante dal sentimento prevalente in una parte dell’opinione pubblica.

Renzi non nega quindi la possibilità di discutere la decisione, ma separa il giudizio politico dall’accertamento giudiziario. Il Parlamento può modificare le norme per il futuro, mentre una sentenza pronunciata sulla base delle leggi vigenti non può essere cancellata attraverso gli attacchi ai magistrati.

Renzi: “La politica deve risolvere i problemi”

La conclusione dell’intervento è un richiamo diretto ai compiti di chi governa e di chi siede in Parlamento. Per Renzi, il centro della discussione non deve essere la ricerca di un colpevole tra i giudici, ma l’eventuale modifica delle norme che regolano la legittima difesa.

Se il centrodestra ritiene che la condanna di Roggero abbia mostrato un limite della legge, deve presentare una nuova proposta e assumersi la responsabilità politica di cambiarla.

Lo stesso principio vale per la tutela dei commercianti, la prevenzione delle rapine e la sicurezza dei territori. Le dichiarazioni di solidarietà non bastano quando il problema richiede interventi legislativi e amministrativi concreti.

“La politica deve risolvere i problemi”, è il messaggio finale di Renzi. Una posizione con cui l’ex premier prova a ricondurre il caso Roggero all’interno del corretto equilibrio istituzionale.

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