Beatrice, Iannuzzi ancora pestato in carcere: disposto il quarto trasferimento

Emanuel Iannuzzi, indagato per la morte della piccola Beatrice, è stato trasferito a Cremona dopo una nuova presunta aggressione in carcere.

Un’altra aggressione dietro le sbarre e un nuovo trasferimento disposto nel giro di pochi mesi. Emanuel Iannuzzi, il 42enne indagato nell’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, è stato spostato dal carcere di Pavia alla casa circondariale di Cremona.

La bambina, di appena due anni, era stata trovata senza vita il 9 febbraio nell’abitazione della madre a Bordighera, in provincia di Imperia. Iannuzzi, compagno della donna, è detenuto con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore, contestata in concorso con la madre, Emanuela Aiello.

Entrambi respingono le accuse. Le responsabilità dovranno essere accertate nel procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Il nuovo spostamento sarebbe stato deciso dopo una presunta aggressione subita da Iannuzzi all’interno del penitenziario pavese. Per lui si tratta del quarto trasferimento dall’applicazione della misura cautelare.

Caso Beatrice, Iannuzzi trasferito dopo la presunta aggressione

Secondo quanto riportato da fonti locali, Emanuel Iannuzzi sarebbe stato colpito da altri detenuti mentre si trovava nel carcere di Pavia. Dopo l’episodio, il 42enne sarebbe stato accompagnato al pronto soccorso per gli accertamenti sanitari.

Le sue condizioni non sarebbero state giudicate gravi. Successivamente è stato disposto il trasferimento nella casa circondariale di Cremona, dove i suoi avvocati, Cristian Urbini e Maria Gioffrè, lo hanno incontrato nella mattinata del 16 luglio.

Lo spostamento rappresenta il quarto cambio di istituto penitenziario avvenuto dall’arresto. Iannuzzi era stato inizialmente condotto nel carcere di Sanremo, per poi essere trasferito in una struttura di Genova.

Quel primo trasferimento sarebbe stato disposto per evitare la contemporanea presenza nello stesso istituto del padre dell’indagato e del padre naturale delle figlie di Emanuela Aiello.

Successivamente Iannuzzi era stato portato nel carcere di Ivrea. All’inizio di luglio era arrivato il trasferimento a Pavia, seguito ora dalla nuova destinazione di Cremona.

Anche durante la detenzione a Ivrea erano circolate notizie relative a minacce e a una possibile aggressione. Le circostanze, tuttavia, non avevano ricevuto conferme ufficiali. I difensori avevano inoltre riferito di non essere stati informati immediatamente sulle ragioni del successivo spostamento.

L’autopsia su Beatrice e i soccorsi che non sarebbero stati chiamati

Sul fronte delle indagini resta alta l’attesa per il deposito definitivo della relazione autoptica redatta dal medico legale Francesco Ventura, incaricato dalla Procura di Imperia.

Secondo le anticipazioni emerse dagli accertamenti, Beatrice sarebbe morta a causa di un’emorragia cerebrale acuta provocata da un trauma alla testa. Il colpo sarebbe stato inferto non oltre le 48 ore precedenti il decesso.

La relazione formale, alla data del 16 luglio, non risultava ancora depositata. Soltanto il documento definitivo potrà chiarire con maggiore precisione la natura delle lesioni, i tempi e le possibili cause della morte.

Dagli esiti preliminari sarebbe inoltre emerso che la bambina avrebbe potuto essere salvata attraverso un intervento sanitario tempestivo. Gli investigatori ritengono che la piccola possa aver manifestato per diverse ore condizioni estremamente gravi senza che venissero richiesti i soccorsi.

Oltre all’emorragia cerebrale, gli accertamenti avrebbero rilevato altre lesioni emorragiche alla parete intestinale e ai reni. Sarebbe stata riscontrata anche una steatosi epatica, ritenuta compatibile con uno stato di malnutrizione prolungato.

Si tratta di elementi ancora sottoposti alla valutazione dell’autorità giudiziaria. La Aiello e Iannuzzi hanno negato di essere responsabili della morte della bambina.

Il Comune di Bordighera si costituirà parte civile

Il Comune di Bordighera ha annunciato la decisione di costituirsi parte civile nel futuro procedimento giudiziario. La scelta è stata approvata dalla giunta comunale, che ha autorizzato l’affidamento dell’incarico a un legale esterno.

L’amministrazione intende partecipare al processo anche alla luce delle polemiche e delle contestazioni riguardanti la gestione della situazione familiare da parte dei servizi sociali.

La costituzione di parte civile consentirà al Comune di intervenire nel procedimento e di chiedere il risarcimento degli eventuali danni subiti dall’ente e dalla comunità, qualora venissero accertate responsabilità penali.

Il deposito della relazione autoptica rappresenta ora uno dei passaggi decisivi dell’inchiesta. Dopo aver acquisito il documento, la Procura potrà assumere le proprie determinazioni definitive e valutare l’eventuale formulazione delle accuse.

Soltanto dopo il completamento degli accertamenti medico-legali potrà inoltre essere autorizzata la restituzione della salma di Beatrice alla famiglia per la celebrazione dei funerali. Emanuel Iannuzzi resta detenuto nel carcere di Cremona, mentre il procedimento prosegue davanti all’autorità giudiziaria di Imperia.

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