Giovanna Botteri contro Jannik Sinner: «Quanto mi rode che viva a Monte Carlo»

Giovanna Botteri critica la residenza di Jannik Sinner a Monte Carlo e si interroga sui guadagni milionari del campione italiano.

Giovanna Botteri non nasconde il proprio fastidio per la scelta di Jannik Sinner di vivere nel Principato di Monaco. Durante l’incontro “Lungo il Fiume: Persone, Cammini, Storie”, organizzato a Medesano, la giornalista ha affrontato con Luca Sommi il tema delle grandi ricchezze e della tassazione, arrivando poi a parlare del campione italiano.

“Anche Sinner abita lì. Quanto mi rode che Sinner viva a Monte Carlo”, ha dichiarato la Botteri, esprimendo apertamente il proprio disappunto per la residenza del tennista in una località nota anche per il trattamento fiscale favorevole riservato ai residenti.

La discussione era partita da altri personaggi facoltosi che vivono nel Principato, tra i quali Flavio Briatore. Il passaggio a Sinner è stato immediato e ha portato i due giornalisti a interrogarsi sulla scelta di un atleta che guadagna cifre molto elevate di stabilire fuori dall’Italia il centro della propria vita personale e professionale.

Il riferimento ai “70 milioni l’anno”, tuttavia, è stato avanzato nel corso della conversazione come stima generale dei possibili guadagni del tennista e non come cifra ufficiale o certificata relativa a uno specifico periodo.

Giovanna Botteri su Jannik Sinner: «Cosa si fa con 70 milioni l’anno?»

Nel suo intervento, Giovanna Botteri ha allargato il ragionamento al rapporto tra ricchezza, bisogni personali e responsabilità fiscale.

“Quello che mi chiedo sempre è: uno che cosa fa con 70 milioni l’anno? Ti compri una casa, ok, magari il motorino, una macchina, due macchine. Poi compri una casa al figlio. Ma poi? Cioè 70 milioni. Questi hanno case, robe che nemmeno si ricordano di avere”.

Le parole della giornalista non contestano un’irregolarità specifica attribuita a Sinner, ma esprimono una critica politica e morale alle scelte fiscali compiute da persone con redditi particolarmente elevati.

Anche Luca Sommi ha manifestato perplessità, richiamando il confronto con Carlos Alcaraz, che mantiene la propria residenza fiscale in Spagna. Il ragionamento proposto durante l’incontro è che un atleta capace di ottenere guadagni così consistenti potrebbe scegliere di versare le imposte nel proprio Paese d’origine senza modificare in modo significativo il proprio tenore di vita.

La posizione della Botteri si inserisce così in una discussione che accompagna da tempo il numero uno italiano. La residenza monegasca di Sinner viene periodicamente riportata al centro dell’attenzione, soprattutto quando il tennista viene celebrato come simbolo dello sport nazionale.

Perché Sinner vive e si allena a Monte Carlo

La scelta di Jannik Sinner, però, non presenta di per sé elementi di illegalità. Il tennista risiede a Monte Carlo dal 2020 e ha più volte spiegato che il Principato rappresenta una base particolarmente funzionale alla sua attività professionale.

Nel territorio monegasco vivono numerosi tennisti di alto livello. La vicinanza di strutture sportive, campi e colleghi con cui allenarsi permette agli atleti di prepararsi durante le brevi pause tra un torneo e l’altro. A queste ragioni si aggiungono la posizione geografica, la riservatezza e la possibilità di condurre una vita quotidiana lontana da un’eccessiva esposizione pubblica.

“Quando ho fatto 18 anni mi sono allenato a Bordighera col mio ex allenatore che aveva la residenza a Monaco. Ho detto: ‘Ci vado anch’io’. La cosa più bella è che lì ci sono tanti giocatori con cui allenarsi e tante strutture. Lì mi sento a casa, ho una vita normale e posso andare al supermercato con zero problemi. Quindi sto bene lì”, aveva spiegato lo stesso Sinner parlando della propria decisione.

Anche sotto il profilo fiscale, la residenza all’estero può essere considerata legittima quando non è fittizia e corrisponde al luogo in cui una persona vive realmente e mantiene il proprio centro di interessi personali e professionali.

Il professor Angelo Cremonese, docente di Scienza delle finanze alla Luiss Guido Carli, ha spiegato che la posizione del tennista risulta coerente con la sua attività internazionale.

“Sinner vive e lavora all’estero, anzi è spesso in viaggio per partecipare ai tornei in giro per il mondo, e quando torna a Monte Carlo è lì che si allena ed è lì che insiste effettivamente il suo centro d’interessi vitali. Non ha moglie e figli in Italia ma solo i genitori: nel primo caso potrebbe essere attaccabile, nel secondo no perché non è un ragazzino ma un adulto che, con le giuste proporzioni, è un lavoratore autonomo che risiede stabilmente all’estero”.

La residenza a Monaco non cancella tutte le imposte sui premi

Definire Monte Carlo un vantaggio fiscale non significa che ogni guadagno di Sinner sia automaticamente sottratto alla tassazione. Nel tennis professionistico, infatti, i premi conquistati nei tornei sono generalmente assoggettati alle imposte previste nel Paese in cui si disputa la competizione.

La residenza nel Principato incide soprattutto sulla tassazione personale applicata nel luogo in cui l’atleta vive, ma non elimina necessariamente le trattenute effettuate dagli Stati che ospitano gli eventi sportivi. Nel 2026, per esempio, è stato calcolato che il tennista abbia già versato imposte consistenti sui premi ottenuti nei diversi tornei internazionali.

Le parole della Botteri aprono quindi una questione diversa da quella strettamente giuridica. La giornalista non sostiene che Sinner abbia violato le regole, ma contesta l’opportunità che uno degli sportivi italiani più ricchi e rappresentativi scelga di risiedere in uno Stato con una fiscalità particolarmente favorevole.

Da una parte resta la libertà del tennista di organizzare legalmente la propria vita e la propria carriera nel luogo più adatto alle esigenze sportive. Dall’altra emerge il giudizio di chi ritiene che il legame con l’Italia dovrebbe tradursi anche in una partecipazione fiscale più diretta.

È su questa contrapposizione che si colloca la frase più dura pronunciata a Medesano: “Quanto mi rode che Sinner viva a Monte Carlo”.

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