Vannacci lancia la sfida a Salvini: «Se avesse ascoltato noi, Roggero non sarebbe in galera”

Roberto Vannacci sfida Salvini, corteggia Forza Italia e prevede un’intesa con il centrodestra, mentre il suo video contro le opposizioni provoca proteste.

Roberto Vannacci alza il livello dello scontro politico, indica nel campo largo l’avversario principale e si prepara a negoziare con il centrodestra da una posizione di forza. Il leader di Futuro Nazionale è convinto che la crescita del suo movimento finirà per costringere Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Forza Italia a raggiungere un accordo in vista delle prossime elezioni.

A rendere ancora più evidente la strategia dell’ex generale è stato un video realizzato con l’intelligenza artificiale e pubblicato sul suo profilo Instagram. Nel filmato Vannacci compare nei panni di un imperatore romano, seduto nell’arena accanto a personaggi con le sembianze della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente del Senato Ignazio La Russa.

Al centro dell’anfiteatro vengono rappresentati Elly Schlein, Giuseppe Conte, Romano Prodi e Laura Boldrini, legati e sottoposti al giudizio dell’imperatore. Il pollice verso anticipa una scena di esecuzione simbolica, mentre dagli spalti viene gridata la parola “barboni”. Il video ha provocato dure reazioni politiche, in particolare quella del presidente del Movimento 5 Stelle, che lo ha definito un messaggio capace di incitare alla violenza. Vannacci ha respinto le accuse, rivendicando il carattere satirico del contenuto.

Roberto Vannacci sfida Salvini: «L’importante è che ci venga dietro»

La scena politica costruita nel video contiene anche un messaggio rivolto agli alleati. La presenza simbolica della Meloni e di La Russa accanto all’ex generale suggerisce che, nonostante le tensioni e le distanze, Vannacci continui a considerarsi parte di un’area alternativa alla sinistra.

Lo stesso clima si è respirato durante l’iniziativa organizzata all’hotel Principe di Viareggio, dove il leader di Futuro Nazionale ha indicato la sconfitta del campo progressista come obiettivo prioritario. Davanti ai suoi sostenitori, definiti “arditi futuristi”, ha presentato il movimento come una forza destinata a condizionare gli equilibri del centrodestra.

Il primo concorrente diretto resta Matteo Salvini. I due leader si contendono una parte simile dell’elettorato e cercano di accreditarsi come interpreti delle posizioni più dure su sicurezza, immigrazione, legittima difesa ed Europa.

Il caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato definitivamente per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante la fuga, è diventato uno dei terreni principali di questa competizione. Vannacci sostiene che le proposte avanzate dal suo movimento avrebbero potuto evitare il carcere al commerciante.

“Salvini sta perdendo la trebisonda, ma l’importante è che ci venga dietro, se avesse accettato le nostre proposte Roggero non sarebbe in galera. Le riproporremo mercoledì. Forza Italia, invece, sta cambiando atteggiamento verso di noi”.

La frase descrive una strategia precisa: spostare il confronto politico su temi nei quali Futuro Nazionale ritiene di poter dettare l’agenda, costringendo la Lega a inseguire e gli altri partiti della coalizione a pronunciarsi.

La pressione su Meloni e l’apertura verso Forza Italia

La presidente del Consiglio osserva con attenzione la crescita di Vannacci, ma continua a respingere l’ipotesi di un’intesa formale. Secondo la ministra Daniela Santanchè, la Meloni non sarebbe intenzionata a includere il generale nella coalizione. Il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli considera invece le sue mosse prevalentemente tattiche.

Una rottura definitiva con il centrodestra potrebbe infatti essere rischiosa per entrambe le parti. Vannacci dovrebbe spiegare ai propri elettori perché favorire indirettamente una vittoria della sinistra, mentre i partiti della maggioranza potrebbero perdere voti decisivi per ottenere il premio previsto dalla nuova legge elettorale.

Gli ultimi sondaggi hanno registrato una crescita di Futuro Nazionale, arrivato al 6,3 per cento nella rilevazione Swg del 13 luglio, davanti alla Lega. Si tratta di numeri ancora lontani dalla doppia cifra annunciata dal leader, ma sufficienti a renderlo un interlocutore difficilmente ignorabile nel calcolo delle alleanze.

“L’approccio dei forzisti è cambiato con la nuova legge che prevede il premio e dall’impennata che ho avuto nei sondaggi. E presto avrò un dato a doppia cifra”, sostiene Vannacci.

Proprio Forza Italia si trova nella posizione più complessa. Le idee del generale sulla politica estera, sull’immigrazione e sull’Europa appaiono distanti dalla tradizione moderata ed europeista rivendicata dal partito guidato da Antonio Tajani. Allo stesso tempo, una parte degli azzurri considera indispensabili i voti di Futuro Nazionale per vincere le elezioni.

L’ex capogruppo Paolo Barelli sintetizza il problema in termini numerici: “Con il premio senza di lui si perde”. Il deputato ligure Roberto Bagnasco evidenzia invece la contraddizione interna al partito: “Sui principi Forza Italia è quella che ha più problemi con Vannacci. Ma ora i miei pensano soprattutto a chi sarà tra i quaranta che torneranno alla Camera se si vincono le elezioni”.

La distanza politica resta evidente. Vannacci propone una linea molto critica verso il sostegno europeo all’Ucraina, guarda con favore ad alcune misure restrittive sull’immigrazione e considera Alternative für Deutschland un riferimento. Tra i possibili candidati del suo movimento immagina inoltre personalità come Pietrangelo Buttafuoco e Marcello Veneziani.

Nonostante queste differenze, l’interesse elettorale potrebbe spingere le parti verso un compromesso. Nel mondo azzurro pesano la contrarietà di Marina Berlusconi e la maggiore disponibilità al confronto attribuita a Pier Silvio Berlusconi. I sostenitori di Vannacci provano inoltre a rassicurare il partito sul futuro del gruppo televisivo fondato da Silvio Berlusconi.

“Saremo i garanti di Mediaset”, assicura l’ex leghista Antonio Maria Rinaldi, passato con il generale.

Il campo largo teme l’effetto Vannacci

La possibilità di un’intesa tra Futuro Nazionale e il centrodestra pone un problema altrettanto rilevante all’opposizione. Il campo largo non dispone ancora di una componente centrista sufficientemente forte da intercettare gli elettori moderati che potrebbero non riconoscersi in una coalizione comprendente Vannacci.

Matteo Renzi continua a proporre la costruzione di una casa riformista, mentre le altre formazioni centriste restano frammentate. Bruno Tabacci riassume il limite della coalizione progressista con una frase netta: “Senza un centro non si va da nessuna parte”.

Il leader di Europa Verde Angelo Bonelli ritiene che la crescita di Vannacci finirà per orientare le scelte della presidente del Consiglio. “Dietro Vannacci ci sono gli americani. Si muove con troppa sicumera. I numeri spingeranno la Meloni all’accordo con il Generale”.

Un eventuale ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione potrebbe però produrre anche l’effetto opposto, favorendo un ricompattamento delle forze centriste e progressiste. Ettore Rosato, esponente di Azione, considera proprio la presenza dell’ex generale un possibile elemento aggregante per i suoi avversari.

“Un centrodestra con Vannacci spinge tutti a mettersi insieme per sbarrargli la strada. Cosa che ho già detto a chi di dovere. Il Generale è di Putin”.

Il progetto di Vannacci si muove quindi su due livelli. Da una parte cerca di sottrarre consensi alla Lega e di diventare indispensabile per il centrodestra. Dall’altra punta a trasformare le reazioni degli avversari in uno strumento di mobilitazione dei propri sostenitori.

Il video ambientato nell’antica Roma rappresenta in forma estrema questa impostazione: gli esponenti del campo progressista sono raffigurati come nemici da sconfiggere, mentre la Meloni e La Russa siedono dalla stessa parte dell’arena. Dietro la provocazione rimane una previsione politica che Vannacci continua a ripetere: alla fine saranno i rapporti di forza, più delle distanze ideologiche dichiarate, a decidere se il generale entrerà o meno nella coalizione di centrodestra.

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