Susanna Ceccardi difende Mario Roggero e rilancia la proposta della Lega per ampliare la legittima difesa dopo un’aggressione armata.
Mario Roggero non avrebbe dovuto ricevere una pena più lieve, ma essere considerato non punibile perché reagì all’aggressione subita nella propria gioielleria. È la posizione espressa dall’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, intervenuta durante la trasmissione 4 di Sera sul caso del commerciante di Grinzane Cavour, condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi di reclusione.
Nel 2021 tre uomini entrarono nel negozio di Roggero per compiere una rapina. Il gioielliere li inseguì all’esterno dell’attività e aprì il fuoco, uccidendone due e ferendo il terzo. La vicenda, dopo la conclusione del processo, è diventata il punto di partenza di un nuovo confronto politico sulla disciplina della legittima difesa.
La Ceccardi ha sostenuto la proposta di legge presentata dal senatore leghista Claudio Borghi, che punta a modificare l’articolo 52 del Codice penale. L’obiettivo è riconoscere una tutela più ampia a chi reagisce nell’immediatezza di un’aggressione armata avvenuta nella propria abitazione o nel proprio esercizio commerciale.
Mario Roggero, Ceccardi: «La legge deve assicurare la giustizia»
L’europarlamentare ha ricostruito il caso partendo dalla differenza tra chi quella mattina si era recato al lavoro e chi, invece, aveva deciso di compiere una rapina.
«La situazione è questa, un uomo si è svegliato per andare a lavorare, tre uomini si sono svegliati per andare a rapinare e dobbiamo partire dalla giustizia, la legge deve assicurare la giustizia».
Il conduttore le ha quindi chiesto se, parlando di giustizia, intendesse sostenere la completa assoluzione del gioielliere. La Ceccardi ha richiamato la distanza che, a suo giudizio, si sarebbe creata tra la decisione giudiziaria e il sentimento diffuso tra i cittadini.
«Il senso comune non è giustizia, se noi interpelliamo milioni di cittadini per bene, che cosa pensano rispetto a questo caso e rispetto al fatto che un uomo debba andare nel proprio lavoro e rischiare l’ergastolo? Perché di questo si tratta di fatto, perché reagisce a un’offesa ingiusta».
Il ragionamento dell’esponente leghista parte dalla condizione iniziale di Roggero, vittima di un’aggressione all’interno della propria attività. La reazione del commerciante è stata però valutata separatamente dai giudici, che hanno escluso la possibilità di riconoscere la legittima difesa secondo i requisiti previsti dalla normativa vigente.
«Roggero è innocente»: la posizione netta di Susanna Ceccardi
Durante il confronto televisivo è stata posta una domanda precisa: la proposta della Lega mira soltanto a ridurre sensibilmente la pena oppure vuole rendere non punibile una condotta come quella contestata a Roggero?
La Ceccardi non ha lasciato spazio a interpretazioni e ha richiamato direttamente il disegno di legge depositato da Claudio Borghi.
«Per me la proposta che ha presentato Claudio Borghi è giusta, perché in un caso come quello di Roggero dovrebbero essere applicate le scriminanti, non le attenuanti, perché a Roggero per avere 14 anni hanno applicato le attenuanti, dovrebbero applicare le scriminanti, perché una persona che si sveglia la mattina e per la quinta volta viene rovinata, vede la pistola puntata alla testa di sua figlia e uccide i suoi aggressori è innocente».
La dichiarazione chiarisce che, nella prospettiva dell’europarlamentare, non sarebbe sufficiente diminuire la durata della detenzione. In casi analoghi, secondo la sua posizione, dovrebbe essere esclusa alla radice la responsabilità penale della persona aggredita.
L’elemento centrale è rappresentato dall’immediatezza della reazione e dalle condizioni emotive di chi ha appena subito una minaccia armata. Il progetto politico della Lega intende attribuire un peso maggiore alla paura, alla concitazione e alla difficoltà di compiere una valutazione lucida nei secondi successivi all’aggressione.
La differenza decisiva tra attenuanti e scriminanti
La distinzione richiamata dalla Ceccardi è rilevante sul piano giuridico. Le circostanze attenuanti non cancellano il reato, ma permettono al giudice di ridurre la pena tenendo conto di specifici elementi legati al fatto o alla persona imputata.
Le scriminanti producono invece un effetto completamente diverso. Quando viene riconosciuta una causa di giustificazione, come la legittima difesa, il comportamento non è considerato punibile perché compiuto nelle condizioni previste dalla legge.
Il disegno di legge di Claudio Borghi punta a introdurre la non punibilità di «qualsiasi reazione posta in essere nell’immediatezza del fatto da chi subisce l’aggressione» nei casi di assalto armato all’interno di un domicilio o di un’attività commerciale.
La proposta prevede che la tutela possa operare indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi utilizzati, dalla permanenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta. Diventerebbe quindi decisivo il collegamento temporale tra l’aggressione e la reazione della vittima.
Il caso di Mario Roggero rappresenta, per i promotori della modifica, l’esempio concreto delle situazioni alle quali la nuova norma dovrebbe applicarsi. La proposta non inciderebbe sulla sentenza già divenuta definitiva, ma modificherebbe i criteri con cui potrebbero essere valutati in futuro episodi simili.
