Caso Ilaria Salis, Fratoianni difende il rispetto delle sentenze ma attende l’appello dopo la condanna sui licenziamenti.
La condanna della Salis irrompe nel dibattito politico e mette Alleanza Verdi e Sinistra davanti a un caso difficile da gestire. A intervenire è stato Nicola Fratoianni, che ha ribadito il rispetto delle decisioni della magistratura e dei diritti dei lavoratori, senza però chiudere la porta alle ragioni che l’europarlamentare intende presentare in appello.
La vicenda riguarda il licenziamento di due collaboratori, giudicato privo di giusta causa dal Tribunale del lavoro di Milano. La decisione di primo grado ha imposto alla Salis un risarcimento complessivo di 300.900 euro, oltre a 10mila euro di spese legali. L’eurodeputata di Avs ha già annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento, definendo la vicenda «surreale».
Caso Salis, Fratoianni difende le sentenze ma aspetta l’appello
A margine del convegno “Vento a 25, Genova soffia ancora”, Fratoianni ha scelto una linea prudente. Da una parte ha riaffermato i principi del partito sul rispetto della magistratura e sulla tutela del lavoro. Dall’altra ha richiamato la posizione della Salis, convinta di poter ribaltare la decisione nel successivo grado di giudizio.
«Per Alleanza Verdi e Sinistra il rispetto delle sentenze della magistratura, e a maggior ragione dei diritti dei lavoratori, è incrollabile. Ilaria Salis ha dichiarato che in appello è sicura di poter dimostrare le sue ragioni. Vedremo come andrà l’appello, ma non c’è dubbio che per noi questo resta un punto fermo».
Il leader di Avs ha quindi evitato una difesa incondizionata dell’europarlamentare. Il richiamo alle sentenze e ai diritti dei dipendenti rappresenta un passaggio politico significativo per una forza che ha sempre fatto della tutela dei lavoratori uno dei punti centrali della propria identità.
La posizione resta tuttavia delicata. La sentenza è soltanto di primo grado e potrà essere contestata, ma la condanna per due licenziamenti senza giusta causa espone il partito alle accuse degli avversari, pronti a evidenziare la distanza tra le battaglie pubbliche della sinistra e quanto stabilito dal Tribunale nel caso concreto.
La condanna e la replica della Salis: scontro sulla mancata notifica
Secondo la decisione del Tribunale del lavoro di Milano, la Salis avrebbe interrotto senza una valida giustificazione i rapporti con due collaboratori che avrebbero dovuto lavorare con lei fino alla conclusione del mandato europeo.
Il giudice ha calcolato il risarcimento sulla base dei compensi che i due ex dipendenti avrebbero percepito nel periodo restante. L’europarlamentare è rimasta contumace durante il procedimento, cioè non si è costituita in giudizio.
La Salis sostiene però di non aver ricevuto regolarmente la comunicazione relativa al processo. È proprio su questo punto che dovrebbe concentrarsi una parte della strategia difensiva in appello.
Fratoianni, in un successivo punto stampa al Senato, ha riferito che la condanna sarebbe maturata «sostanzialmente» a causa dell’assenza dell’europarlamentare dal processo, legata, secondo la sua ricostruzione, alla mancata ricezione degli atti.
«Ma l’ho detto subito: per noi il rispetto delle sentenze dei giudici e dei diritti dei lavoratori è indiscutibile sempre e comunque. Ilaria Salis si è detta certa che in appello potrà dimostrare le ragioni di questa scelta e che la condanna in primo grado è dovuta sostanzialmente alla sua assenza al processo, perché non ha ricevuto comunicazione del procedimento. Valuteremo gli esiti».
La battaglia giudiziaria è quindi destinata a proseguire. Fino alla pronuncia d’appello, la decisione resta quella emessa in primo grado dal Tribunale milanese.
Fratoianni attacca la maggioranza e sposta lo scontro sul governo
Dopo aver affrontato il caso della Salis, Fratoianni ha rivolto le proprie critiche alla maggioranza di governo. Il leader di Avs ha collegato la polemica alle difficoltà economiche delle famiglie italiane, accusando il centrodestra di non intervenire adeguatamente su stipendi e potere d’acquisto.
«Mentre gli stipendi degli italiani continuano a perdere il potere d’acquisto perché da anni restano fermi al palo, mentre l’inflazione continua a crescere, la maggioranza di destra che cosa fa? Si occupa e si preoccupa solo di difendere Delmastro e se stessa».
Il riferimento è alla controversia sulle comunicazioni richieste dalla Procura di Roma nell’ambito di un’indagine. Fratoianni ha accusato la maggioranza di ostacolare la consegna delle chat, riportando così il confronto dal caso dell’eurodeputata allo scontro istituzionale con il governo.
La scelta non ha però spento la polemica sulla Salis. La condanna resta al centro delle reazioni politiche, soprattutto per la natura della controversia e per l’importo del risarcimento riconosciuto ai due ex collaboratori.
Il procedimento proseguirà con l’appello annunciato dalla difesa. Fino a una nuova decisione, resta valida la sentenza di primo grado che ha riconosciuto l’assenza di una giusta causa nei due licenziamenti.
