Il corpo di Daniela Florea era nascosto nel letto contenitore a Torino. Indagato l’ex compagno Daniel Trandafir, ma non è stato fermato.
Un forte odore proveniente da un appartamento, la chiamata dei vicini e poi la scoperta più drammatica: il corpo di una donna nascosto nel vano di un letto contenitore. Daniela Florea, 35 anni, è stata trovata senza vita nella tarda serata di lunedì 20 luglio nella casa in cui abitava in via Giovanni Paisiello, nel quartiere Barriera di Milano, a Torino.
Il cadavere era avvolto in un lenzuolo bianco e si trovava in avanzato stato di decomposizione. Per la morte della donna è stato iscritto nel registro degli indagati l’ex compagno Daniel Trandafir, idraulico di 45 anni e padre del figlio di sei anni avuto dalla vittima.
Le ipotesi di reato formulate dalla Procura sono, allo stato degli accertamenti, omicidio volontario e occultamento di cadavere. L’uomo è stato interrogato a lungo dagli investigatori della Squadra mobile, ma nei suoi confronti non è stato adottato alcun provvedimento di fermo. La sua posizione dovrà essere verificata nel corso delle indagini e vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Daniela Florea trovata morta nel letto contenitore a Torino
L’allarme è scattato dopo che alcuni residenti dello stabile avevano avvertito un odore molto forte provenire dall’abitazione della Florea. A preoccupare era stata anche la prolungata assenza della donna dal posto di lavoro. La 35enne era impiegata in un’impresa di pulizie e prestava servizio all’interno di una struttura sanitaria.
Non vedendola arrivare da diversi giorni, anche i colleghi avrebbero segnalato la sua scomparsa alle forze dell’ordine. A sollecitare controlli sarebbe stato inoltre un cugino della vittima.
Nell’appartamento sono intervenuti gli agenti delle Volanti, la Polizia scientifica e gli investigatori della Squadra mobile. Una volta entrati, i poliziotti hanno trovato la casa apparentemente in ordine. Il corpo della donna era stato sistemato nel vano sottostante il materasso e coperto con un lenzuolo.
Sulla porta e sulla serratura non sarebbero stati individuati evidenti segni di effrazione. Un elemento che, insieme all’assenza di disordine nelle stanze, ha spinto gli investigatori a ritenere poco probabile l’ipotesi di un furto o di una rapina degenerati in violenza.
Resta ancora da stabilire quando sia morta la Florea e per quanti giorni il suo corpo sia rimasto nascosto all’interno dell’abitazione.
Daniel Trandafir indagato, decisivi gli esiti dell’autopsia
Nella giornata di giovedì 23 luglio è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Daniela Florea. L’esame medico-legale dovrà chiarire le cause della morte, individuare eventuali ferite e fornire una stima più precisa del momento del decesso.
La Procura di Torino ha fatto sapere che è ancora troppo presto per conoscere i risultati definitivi. L’inchiesta, coordinata dalla pubblico ministero Delia Boschetto, prosegue nel massimo riserbo.
Dopo il ritrovamento sono state ascoltate diverse persone che frequentavano la vittima, compreso Daniel Trandafir. La Florea e l’ex compagno, entrambi di origine romena, avevano interrotto la loro relazione, ma continuavano a vedersi per la gestione del figlio.
Secondo quanto riferito da alcuni residenti, il 45enne non viveva stabilmente nell’appartamento di via Paisiello, dove la donna si era trasferita dopo la separazione. Avrebbe però frequentato spesso l’abitazione per trascorrere del tempo con il bambino.
L’iscrizione nel registro degli indagati consente alla difesa dell’uomo di partecipare agli accertamenti irripetibili e non rappresenta, da sola, una prova di responsabilità. Gli investigatori stanno verificando testimonianze, spostamenti e contatti avvenuti nei giorni precedenti alla scoperta del cadavere.
Il figlio affidato a una comunità, scomparso anche il cane
Il figlio di sei anni della vittima è stato trovato insieme al padre e successivamente affidato a una comunità. La sua posizione viene seguita dalle autorità competenti, con particolare attenzione alla tutela del minore.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire anche gli ultimi giorni di vita della Florea. Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda il ritardo con cui è stato scoperto il corpo. La donna risultava assente dal lavoro e non avrebbe avuto contatti con familiari e conoscenti per diversi giorni.
Manca inoltre il piccolo cane bianco dal quale, secondo le testimonianze raccolte, la 35enne non si separava quasi mai. L’animale non è stato trovato nell’appartamento e gli investigatori stanno verificando dove possa essere stato portato.
Qualora dalle indagini emergessero elementi riconducibili all’uccisione della donna da parte dell’ex compagno per motivi legati alla relazione o alla separazione, la qualificazione giuridica del fatto potrebbe essere rivalutata alla luce della normativa sul femminicidio. Al momento, però, le accuse contestate a Daniel Trandafir restano quelle di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
La Procura attende i risultati completi dell’autopsia e degli esami scientifici eseguiti nell’abitazione di via Paisiello. Nessuna misura cautelare è stata disposta nei confronti dell’indagato.
