Dopo l’attentato al Pride di Berlino, Meloni esprime solidarietà alla Germania. Salvini e Vannacci intervengono sull’estremismo islamico.
L’attentato compiuto sabato 25 luglio durante il Pride di Berlino provoca una dura reazione della politica italiana. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso la vicinanza del Governo alla Germania, mentre Matteo Salvini e Roberto Vannacci hanno concentrato i loro interventi sulla matrice islamista indicata dalle autorità tedesche e sulle politiche europee in materia di sicurezza e immigrazione.
Un furgone ha investito la folla riunita nei pressi del Tiergarten, vicino alla Porta di Brandeburgo, provocando la morte di una persona e il ferimento di altre 29. Gli investigatori tedeschi hanno identificato come presunto responsabile un ventunenne già noto per radicalizzazione e frequentazione di ambienti islamisti. Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha dichiarato che gli elementi raccolti indicano un possibile attentato terroristico di matrice islamista.
La Germania ha avviato una vasta caccia all’uomo, estesa a stazioni ferroviarie, aeroporti e confini nazionali. Le autorità stanno inoltre verificando l’eventuale presenza di complici e ricostruendo ogni fase dell’attacco che ha interrotto una delle più importanti manifestazioni europee dedicate ai diritti delle persone LGBTQ+.
Attentato a Berlino, Meloni: «Siamo al fianco della Germania»
La prima reazione istituzionale italiana è arrivata da Giorgia Meloni, che ha condannato ogni forma di odio ed estremismo senza anticipare valutazioni sulle responsabilità ancora al centro delle indagini.
«Esprimo, a nome del Governo italiano, solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino. L’Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando ad ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco», ha scritto la presidente del Consiglio.
Il messaggio della premier si concentra sulla solidarietà alle persone coinvolte e sulla necessità di difendere libertà e sicurezza. La tragedia si è consumata mentre centinaia di migliaia di partecipanti erano arrivati nella capitale tedesca per il Christopher Street Day, la grande manifestazione annuale contro discriminazioni e violenze.
Il cancelliere Friedrich Merz ha definito quanto accaduto «un attacco alla nostra società», assicurando che le responsabilità saranno accertate e perseguite con la massima severità.
Salvini: «Il fanatismo islamico è il problema»
Più politico l’intervento del vicepresidente del Consiglio e segretario della Lega Matteo Salvini, che ha utilizzato l’attentato per rilanciare l’allarme sulla presenza di organizzazioni islamiche non regolamentate in Italia.
«“No, l’estremismo islamico non è mica un problema. La Lega esagera…” Il fanatismo islamico è IL PROBLEMA, in Italia e in Europa. Stop a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non ci sarà un accordo scritto con lo Stato italiano, come avviene da tempo per molte altre confessioni religiose», ha scritto Salvini.
Il leader leghista chiede quindi di subordinare l’assegnazione di spazi pubblici alle organizzazioni islamiche alla sottoscrizione di un’intesa formale con lo Stato. La proposta collega il contrasto al radicalismo alla regolamentazione dei luoghi di culto e delle associazioni presenti sul territorio italiano.
L’intervento non distingue però tra le realtà islamiche coinvolte in percorsi istituzionali e quelle riconducibili ad ambienti radicali. Il tema delle intese riguarda infatti i rapporti generali tra lo Stato e le confessioni religiose, mentre la prevenzione del terrorismo si fonda sull’attività investigativa, sul controllo dei finanziamenti e sul monitoraggio dei processi di radicalizzazione.
La posizione di Salvini apre così un nuovo confronto politico sulle misure da adottare dopo l’attacco. Il segretario della Lega sostiene che il terrorismo islamista non possa essere considerato un fenomeno marginale e chiede regole più rigide per le organizzazioni che domandano spazi e riconoscimenti pubblici.
Vannacci contro la sinistra: «Continuate a favorire l’immigrazione di massa»
Ancora più duro l’intervento di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che ha attaccato direttamente la sinistra italiana collegando l’attentato di Berlino alle posizioni sull’immigrazione e alle manifestazioni in favore della Palestina.
«Musulmano si lancia con il furgone al Gay pride di Berlino. L’autore dell’attentato sarebbe il ventunenne Abdul B conosciuto alle forze dell’ordine per la sua frequenza di ambienti islamisti. Ora, cari sinistri, continuate a sfilare con le bandiere della Palestina e continuate a favorire l’immigrazione di massa dai paesi islamici», ha scritto Vannacci.
Il suo messaggio prosegue con un riferimento all’attacco compiuto a Modena: «E, soprattutto, continuate a sostenere che l’atto terroristico di Salim El Koudri a Modena fosse solo un gesto di uno squilibrato….magari anche questo Abdul B si farà portare un Vangelo».
La dichiarazione utilizza l’attentato per accusare la sinistra di sottovalutare il radicalismo islamico e le conseguenze dell’immigrazione proveniente da Paesi a maggioranza musulmana. Vannacci stabilisce inoltre un collegamento politico tra il sostegno alla causa palestinese, le politiche migratorie e il rischio terroristico, presentandoli come parti della stessa contraddizione.
Il sospettato indicato dalle autorità tedesche è un cittadino tedesco di origine libanese, nato in Germania nel 2005, già conosciuto per numerosi reati e per la sua radicalizzazione. Questo elemento distingue il caso dal tema degli arrivi irregolari e richiama anche il problema dei processi di estremizzazione sviluppati all’interno delle società europee.
