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Treni in tilt, la battuta di Matteo Renzi, “Si vede che Matteo Salvini è tornato al Ministero a lavorare”

Le opposizioni imputano al ministro dei Trasporti la responsabilità dei ritardi e delle cancellazioni, mentre il Mit difende l’operato del vicepremier.

Treni bloccati, polemiche e responsabilità

La mattina di sabato 11 gennaio ha visto la stazione Centrale di Milano paralizzata per un guasto alla linea elettrica aerea. I convogli diretti o in partenza dal capoluogo lombardo hanno subito fino a sette ore di blocco, con una lunga serie di cancellazioni. L’episodio ha riacceso le critiche nei confronti del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, accusato dalle opposizioni di non aver saputo prevenire né gestire adeguatamente l’emergenza.
Dal Ministero è però arrivata una nota in cui si attribuiscono le cause dei disservizi a “decenni di disinteresse, mancati investimenti, NO ideologici”, circostanze che, secondo il comunicato, spiegano la condizione attuale della rete. Il documento precisa che “da due anni a questa parte, con Matteo Salvini al Mit, sono stati moltiplicati gli sforzi per invertire la tendenza”, citando più di 1.200 cantieri già operativi su tutto il territorio nazionale, con lo scopo di potenziare la rete ferroviaria e migliorarne la sicurezza. Il ministero prevede anche l’immissione di 875 nuovi treni entro il 2025.

Le stoccate di Renzi, Schlein e Conte

Molti esponenti dell’opposizione non hanno perso occasione per attaccare il governo. Matteo Renzi ha twittato: “I treni da Milano sono bloccati per un guasto e hanno più di un’ora di ritardo. Si vede che Salvini è rientrato a tempo pieno al Ministero. Il nostro incontro di oggi, allora, inizia alle 12 e non alle 11”. Nel suo intervento, l’ex premier ha anche chiesto retoricamente: “A chi darà la colpa stavolta Salvini?”.
Dello stesso avviso è la segretaria dem Elly Schlein: “Ritardi e cancellazioni anche oggi. Trenitalia suggerisce di evitare spostamenti. E intanto l’unico spostamento che interessa al ministro Salvini è il suo, al Ministero degli Interni”. Schlein ha rincarato la dose definendolo “il peggior ministro dei Trasporti della storia”.
A stretto giro è intervenuto anche Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle: “Il Ministro dei Trasporti Salvini forse si è perso con lo sguardo per aria, alla ricerca dei satelliti di Musk da sponsorizzare. Dovrebbe invece avere lo sguardo ben saldo sulle nostre stazioni ferroviarie”. Conte ha poi criticato lo stanziamento di “circa 15 miliardi congelati fra annunci e propaganda sul Ponte sullo Stretto”, a fronte di disagi quotidiani per i pendolari in diverse aree d’Italia.

La replica della Lega e la difesa di Salvini

A rispondere con forza agli attacchi è stato il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa: “Lavora 14 ore al giorno per efficientare e migliorare le linee non solo ferroviarie, ma di qualunque tipo di trasporto si tratti in Italia”, ha dichiarato, riferendosi a Salvini. Secondo Crippa, è impossibile imputare al ministro la responsabilità di un guasto tecnico occorso “alle 7 del mattino”, poiché la manutenzione straordinaria spetta ai tecnici di Rfi e la sua risoluzione non può dipendere unicamente da scelte politiche.
La nota del Mit sottolinea inoltre che “se accade un guasto tecnico… che cosa avrebbero fatto al suo posto i chiacchieroni come Schlein, Conte, Renzi?”, accusando le opposizioni di limitarsi a critiche strumentali. Per la Lega, il lavoro sul potenziamento della rete sarebbe un’eredità di arretratezza e di “NO ideologici” che oggi stanno venendo superati con “più di 1200 cantieri in attività”.