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Bufera su Ilaria Salis: “I detenuti siano pagati come chi sta fuori”. È polemica feroce sui social

L’eurodeputata di Avs chiede il salario pieno per i detenuti-lavoratori. Pioggia di critiche: “Tu vitto e alloggio non li paghi mai”.

“Sfruttati e discriminati”: il post che accende lo scontro

Nel giorno del Primo Maggio, l’europarlamentare Ilaria Salis – candidata ed eletta con Alleanza Verdi e Sinistra – ha pubblicato un post che ha scatenato una raffica di reazioni, polemiche e ironie online. Salis ha dedicato la festa dei lavoratori a una categoria spesso dimenticata: i detenuti che svolgono mansioni all’interno del carcere.

Quando parliamo di lavoro, troppo spesso dimentichiamo che anche i detenuti lavorano. E che, per loro, lo sfruttamento è ancora più feroce”, scrive Salis. “Perché un detenuto viene pagato solo due terzi di una retribuzione normale? Perché il suo lavoro dovrebbe valere meno del nostro?”. Secondo la deputata europea, si tratta di una “discriminazione che viola la dignità umana e trasforma il carcere in una leva di extra-profitti”.

Il post diventa virale: tra ironia e indignazione

Le parole della parlamentare, già nota per il suo arresto in Ungheria durante una manifestazione antifascista e il successivo rilascio, hanno acceso un’ondata di reazioni infuocate sui social, soprattutto su X.

Il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Filini ha condiviso il post commentando con ironia, dando il via a una lunga sequela di messaggi: “Merita una nomination. A psichiatria”, si legge in un tweet. Un altro utente domanda: “Quando scade l’immunità parlamentare?”, mentre qualcun altro insinua: “Si sta portando avanti?”.

Non mancano i commenti più sarcastici: “Che i detenuti prendano esempio da te: si buttano in politica e così evitano il carcere e il lavoro”, scrive un utente. E ancora: “Tu l’alloggio non lo paghi mai…”.

Le critiche: “Già mantenuti dai contribuenti”

Le reazioni più critiche si concentrano su un punto: il costo sostenuto dallo Stato per mantenere i detenuti. “Perché io devo lavorare per pagare chi ha commesso un reato?”, scrive un utente. La giornalista Francesca Totolo rincara: “Visto che un detenuto costa in media 138 euro al giorno, più che salario pieno dovrebbero detrarre almeno 4.000 euro al mese”.

Alcuni utenti, più tecnici, allegano buste paga reali di detenuti per dimostrare che le retribuzioni carcerarie includono già decurtazioni per vitto e alloggio.

Salis non replica, ma il dibattito è aperto

Ilaria Salis, almeno per ora, non ha replicato alle critiche. Il suo post continua a circolare e ad alimentare un confronto aspro tra chi sostiene il principio di dignità del lavoro anche per chi è detenuto e chi, al contrario, lo considera un messaggio fuori luogo, ideologico e disconnesso dalla realtà.

Il caso dimostra quanto ancora la questione carcere-lavoro-dignità sia terreno scivoloso e divisivo. E quanto ogni parola, soprattutto se pronunciata da chi siede a Bruxelles, possa diventare miccia pronta ad accendere un incendio mediatico.