Italia & Dintorni

Prodi affonda Schlein e Conte: “Non capisco più cosa vogliano fare”

Romano Prodi critica duramente l’opposizione di sinistra: “Non si occupa più della gente”. Schlein e Conte nel mirino. E sulla Meloni: “Parla meno di Putin”.

L’affondo contro Pd e M5s: “Non parlano più al popolo”

Non è un esponente della maggioranza a criticare le strategie della sinistra italiana, ma un suo storico protagonista: Romano Prodi. L’ex premier, ex presidente della Commissione Europea e fondatore de L’Ulivo, ha lanciato un duro atto d’accusa contro Elly Schlein e Giuseppe Conte, nel corso dell’evento torinese “Le crisi mondiali e l’Europa”, un’intervista-dialogo con Andrea Malaguti.

Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: “La sinistra non si occupa più dei problemi della gente”. Una frase netta, scandita con amarezza da chi ha guidato il Paese e conosce bene i meccanismi della politica. “Non so chi vincerà, non so cosa faranno Conte e Schlein. Non capisco più”, ha aggiunto il Professore, che ha voluto però precisare di parlare “da riformista e libero pensatore”, prendendo le distanze dall’attuale gruppo dirigente del Partito Democratico.

La bocciatura dei referendum sul lavoro: “Domande incomprensibili”

Uno degli spunti che ha fornito a Romano Prodi il destro per la sua analisi è stata l’ultima, cocente sconfitta referendaria della sinistra. I cinque quesiti promossi da Pd e Movimento 5 Stelle, legati al mondo del lavoro e alla cittadinanza, sono stati chiaramente ignorati dagli italiani. “Non si capivano le domande – ha osservato l’ex premier – ed è stato un miracolo che siano andati a votare in 14 milioni”.

Una bocciatura non tanto di merito quanto di metodo, che conferma secondo Prodi l’incapacità comunicativa dell’attuale opposizione. Un’opposizione che non riesce a parlare in modo chiaro alle persone, perdendo così contatto con il tessuto sociale.

Trump, Meloni e l’Europa: le critiche di Prodi

Nel corso dell’incontro, Romano Prodi ha rivolto critiche anche al contesto internazionale e all’attuale assetto del governo italiano. “Non si può dipendere in tutto dagli americani”, ha detto, riferendosi a un’Europa troppo supina rispetto agli Stati Uniti. Poi l’attacco diretto a Donald Trump: “Un cinico autoritario per cui il diritto non conta più”.

Non è mancata una stoccata a Giorgia Meloni, definita poco trasparente nella comunicazione con la stampa. “Non fa conferenze stampa, non spiega nulla: ne fa più Putin!”, ha dichiarato, paragonando ironicamente il premier italiano al presidente russo. Un’affermazione che ha fatto discutere e che dimostra quanto il disagio dell’ex premier nei confronti dell’attuale scenario politico sia trasversale, da destra a sinistra.