Italia & Dintorni

Schlein sfida Meloni: “Torneremo al governo e rilanceremo l’Europa sociale”

La segretaria dem interviene a Monza: attacca la premier sui dazi e sulle politiche industriali, promette una nuova stagione per l’Italia e l’Europa

La promessa di Schlein: “Torneremo al governo, e senza ossessioni ideologiche”

Un intervento deciso, una promessa netta: “Quando torneremo al governo, perché noi torneremo”, ha dichiarato Elly Schlein dal palco della Giornata dell’Economia del Pd lombardo a Monza, accolta da un lungo applauso. La leader del Partito Democratico ha ribadito con fermezza l’obiettivo di riportare il centrosinistra alla guida del Paese, prendendo di mira il governo guidato da Giorgia Meloni. L’accusa principale: la tendenza dell’attuale esecutivo a cambiare nome e contenuti alle misure precedenti per “ossessione ideologica”.

Nel mirino, in particolare, la trasformazione di Industria 4.0 in Transizione 5.0: “Annunciano modifiche, perdono 9 mesi per le bandierine ideologiche. Intanto le imprese si bloccano e gli investimenti si fermano”. E cita un esempio emblematico: “Mi è capitato spesso di sentirmi dire: ‘Quel macchinario l’abbiamo acquistato grazie a Industria 4.0. Ora, senza più incentivi, non possiamo rinnovare’”.

L’attacco sui dazi: “Meloni minimizza, ma 118 mila posti sono a rischio”

Schlein non risparmia critiche anche sul fronte internazionale, soprattutto in merito alla questione dazi. A 48 ore dalla possibile scadenza per un accordo commerciale, la leader dem denuncia l’ambiguità dell’esecutivo: “Non si sa ancora se ci sarà un accordo o meno. Il governo dovrebbe sostenere con forza lo sforzo negoziale dell’Unione Europea, non anticipare una mezza resa”.

Secondo i dati citati dalla segretaria – e attribuiti a Confindustria – un’ipotesi di dazi al 10% potrebbe causare un calo dell’export per 20 miliardi entro il 2026 e la perdita di oltre 118 mila posti di lavoro. A peggiorare il quadro, anche il deprezzamento del dollaro, che ha superato il 13%. “Il governo ha minimizzato, ma il rischio è enorme”, ha attaccato Schlein, sottolineando le conseguenze della sovraccapacità produttiva cinese che potrebbe gravare ulteriormente sul mercato europeo.

Europa sociale e coesione: “Non diluite i fondi Next Generation”

Schlein rilancia infine la sua visione per l’Europa, citando come modello positivo Pedro Sánchez, presidente del governo spagnolo. Richiama l’attenzione su un tema chiave: la coesione sociale. “Chiediamo 800 milioni per un piano sociale europeo come quello ispirato al Next Generation EU, per sostenere la lotta alle disuguaglianze e rafforzare i territori”. La preoccupazione principale, avverte, è che questi investimenti finiscano dispersi in un “maxi fondo senza direzione”.

Conclude con un pensiero rivolto all’Unione Europea: “Non possiamo restare fermi mentre l’Europa rischia di apparire addormentata, travolta dai nazionalismi. Serve un progetto chiaro, inclusivo e sociale”.