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Trump elogia il presidente della Liberia per il suo inglese: “Dove ha imparato?”, ma è la lingua ufficiale del Paese

Durante un incontro ufficiale, Trump si congratula con Boakai per l’inglese fluente, ignorando che è la lingua ufficiale della Liberia dal 1822.

Scambio tra leader durante un summit a Washington

Nel corso di un summit alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e cinque capi di Stato africani, ha suscitato attenzione lo scambio avvenuto con il presidente della Liberia, Joseph Boakai. L’episodio si è verificato nel corso della sessione plenaria, durante la quale Trump ha preso la parola per complimentarsi con Boakai per la sua padronanza dell’inglese, rimanendo sorpreso dalla qualità della sua esposizione.

“Grazie, e che buon inglese, che bello. Dove ha imparato a parlare così bene? Dove? Dove è stato educato?”, ha chiesto Trump con tono amichevole. La risposta di Boakai è stata concisa e chiara: “In Liberia”. Il presidente americano ha poi proseguito: “Che interessante. Un bell’inglese. Ho gente a questo tavolo che non lo parla così bene”.

Il contesto storico della lingua in Liberia

L’episodio ha attirato l’attenzione internazionale anche per un dettaglio storico spesso ignorato: l’inglese è infatti l’unica lingua ufficiale della Liberia. Il Paese dell’Africa occidentale fu fondato nel XIX secolo da ex schiavi afroamericani liberati, e il suo legame con gli Stati Uniti è ancora oggi evidente. La capitale, Monrovia, prende il nome dal quinto presidente americano James Monroe, e la bandiera nazionale riprende quella statunitense, con le stesse strisce rosse e bianche e una singola stella bianca su sfondo blu.

L’uso dell’inglese in Liberia è quindi un elemento centrale del suo sistema istituzionale, educativo e amministrativo. La popolazione, pur parlando diversi dialetti e lingue locali, utilizza l’inglese come lingua d’insegnamento e di comunicazione ufficiale in tutti gli ambiti dello Stato.

Il video del momento, ripreso dalle telecamere della Casa Bianca, è stato condiviso online e ha attirato migliaia di visualizzazioni, generando discussioni sul livello di preparazione diplomatica del presidente americano e sull’opportunità di conoscere meglio la storia e la cultura dei Paesi partner prima di incontri ufficiali. Tuttavia, da parte dei presenti non si sono registrate reazioni visibilmente imbarazzate o polemiche.