Bari, Pane e Pomodoro, calci e pugni agli studenti: “È la spiaggia nostra, comandiamo noi”
Tre ragazzi in ospedale, prognosi fino a 30 giorni: festeggiavano una laurea a Pane e Pomodoro quando sono stati aggrediti da una comitiva violenta.
Violenta aggressione a Pane e Pomodoro: finisce in ospedale la festa di laurea
Erano da poco passate l’una di notte quando la spiaggia di Pane e Pomodoro, a Bari, si è trasformata in teatro di una brutale aggressione. Un gruppo di studenti universitari, tra i 21 e i 26 anni, si era riunito per celebrare la laurea di una ragazza in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Tra chitarre, canti e un clima di festa, i giovani stavano semplicemente godendosi la brezza notturna, quando sono stati improvvisamente assaliti.
Dall’altra parte della spiaggia, una comitiva composta da oltre trenta persone – tra cui quarantenni, donne e persino bambini – si era radunata per un compleanno. Provenienti da quartieri popolari come Bari Vecchia, Madonnella e Libertà, hanno preso di mira i ragazzi con insulti, bestemmie e minacce.
“Questa è Bari Vecchia, comandiamo noi”: calci, pugni e insulti agli studenti
Le frasi pronunciate dagli aggressori sono inequivocabili: «Ma voi chi vi credete di essere? Venite da chissà dove a dirci cosa fare. Questa è Bari Vecchia pesante. Qui comandiamo noi. Uè trmon». Poi sono partiti gli schiaffi, i calci e i pugni.
Gli studenti, circa quindici – in prevalenza donne – hanno tentato di sottrarsi al pestaggio, ma sono stati inseguiti, accerchiati e aggrediti. In particolare tre ragazzi sono stati presi di mira con una violenza spropositata.
I soccorsi sono stati allertati poco dopo. Uno dei giovani ha riportato graffi ed escoriazioni su viso, collo e braccia. Per altri due, i medici del pronto soccorso hanno diagnosticato microfratture al setto nasale e agli zigomi, con prognosi di 30 giorni.
Indagini in corso: si cerca di identificare gli aggressori
Le forze dell’ordine sono intervenute sul posto e hanno avviato le indagini per identificare i responsabili. La dinamica dell’aggressione è apparsa da subito chiara e aggravata dal movente intimidatorio e dal clima di rivendicazione territoriale. I video delle telecamere di sicurezza della zona e le testimonianze delle vittime potrebbero risultare determinanti.
L’episodio ha sollevato preoccupazione e indignazione anche tra i residenti e in ambienti universitari. Il timore è che un clima di prepotenza e impunità possa prendere piede anche in spazi pubblici come le spiagge cittadine.
