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Ilaria Salis, “Detenzione minorile fallimentare, il Governo Meloni vuole speculare sulla paura”

L’europarlamentare di Avs, Ilaria Salis, denuncia le condizioni del Beccaria di Milano: sovraffollamento, materassi a terra e ragazzi senza attività nel caldo estivo.

Ilaria Salis, L’ispezione a Ferragosto

Ferragosto dietro le sbarre per Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha effettuato una visita ispettiva a sorpresa al carcere minorile Beccaria di Milano. “La destra al potere sta imponendo un modello di giustizia minorile disumano e fallimentare, fondato sulla logica punitiva simboleggiata dal carcere”, ha dichiarato al termine dell’ispezione. Nelle celle del Beccaria, oggi occupate da 66 giovani detenuti – per la maggior parte in custodia cautelare – Salis ha riscontrato condizioni di sovraffollamento e degrado. “In celle già anguste, alcuni dormono su materassi stesi a terra. In estate le attività sono ridotte al minimo: le giornate scorrono vuote, nel caldo asfissiante e nello sporco delle sezioni, nei passeggi sotto il sole rovente, senza praticamente nulla da fare”, ha scritto sui social.

L’accusa al Governo Meloni

Secondo Salis, la situazione odierna sarebbe frutto delle politiche dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. “Il numero dei detenuti negli istituti penitenziari minorili è passato da 392 a 611, con un incremento del 55%. Una crescita senza precedenti, voluta politicamente e non giustificata da un aumento della criminalità”, ha denunciato. “Viene da chiedersi se l’obiettivo sia davvero risolvere i problemi o piuttosto gonfiarli, per poi speculare politicamente su propaganda e paura”. L’europarlamentare definisce la situazione una “regressione grave” che cancella progressivamente i percorsi educativi e riabilitativi che avevano reso il sistema italiano un modello in Europa.

“Il carcere minorile non educa”

Salis ha puntato il dito contro quella che definisce una deriva “carcero-centrica” del sistema penale minorile: “Un carcere per minori, praticamente identico in tutto e per tutto a uno per adulti, non dovrebbe esistere. Non educa, non riabilita. Al contrario, aggrava fragilità e disagi, rischiando di trasformarli in qualcosa di ben più pericoloso”. L’europarlamentare ha ricordato come in passato i percorsi di studio, formazione, inclusione e legami con il territorio abbiano dato risultati concreti. Critiche anche al Decreto Caivano, che avrebbe ampliato l’uso del carcere anche per reati non gravi: “Nonostante il calo dei reati minorili, le misure restrittive sono aumentate e sempre più giovani finiscono dietro le sbarre”.