Campo largo in tilt, Calenda attacca il Pd e Renzi prova a ricucire, “Senza unità regaliamo l’Italia a Meloni e Salvini”
Il leader di Azione si smarca dall’alleanza col Pd, accusandolo di cedimenti ideologici verso il M5S. Renzi invita a restare uniti per non regalare il Paese al centrodestra.
Lo scontro tra Calenda e Renzi
Il fragile equilibrio del cosiddetto campo largo torna a incrinarsi. In Toscana, Carlo Calenda ha preso le distanze dal Pd, accusandolo di aver costruito con il Movimento 5 Stelle un’alleanza «piena di desiderata ideologici». Una scelta che rischia di compromettere la strategia comune in vista delle elezioni. L’ex alleato Matteo Renzi ha replicato invitando alla calma: «Se crediamo nel bipolarismo è evidente che ci si debba alleare anche con compagni di strada lontani dalle nostre idee». Parole che segnano l’ennesimo capitolo del braccio di ferro tra le due anime dell’ex Terzo polo.
Le mosse del centrosinistra
Intanto, il centrosinistra prova a trovare la quadra sul resto del territorio. In Calabria sabato verrà ufficializzata la candidatura dell’europarlamentare M5S Pasquale Tridico, sostenuto da Pd e Conte. Restano i dubbi di Italia Viva, ma lo stesso Renzi ha ribadito la necessità di non lasciare il campo scoperto: «Meglio allearsi con Cinque Stelle e Avs piuttosto che regalare l’Italia a Meloni, Salvini e Lollobrigida». In Puglia la coalizione attende di sciogliere il nodo sulla candidatura di Antonio Decaro, mentre in Toscana il presidente uscente Eugenio Giani ha convocato una riunione con tutte le forze della coalizione in vista del voto del 12 e 13 ottobre.
I contrasti nel centrodestra
Non mancano tensioni anche nello schieramento avversario. In Toscana, Forza Italia ha espresso perplessità sulla lista civica a sostegno di Alessandro Tomasi: «Se deve servire a togliere voti, non ci convince», ha detto il segretario regionale Marco Stella. In Veneto, Fratelli d’Italia e Forza Italia frenano sull’ipotesi di una lista autonoma per Luca Zaia, considerata un elemento di squilibrio nei rapporti con la Lega. In Campania restano in campo i nomi di Giosy Romano ed Edmondo Cirielli, sostenuto anche da Mara Carfagna, che non esclude un suo impegno diretto. La segretaria di Noi Moderati ha lanciato un appello ai riformisti di centro: «Non riesco a immaginare che sindaci e consiglieri moderati possano sostenere la scelta populista ed estremista del Pd su Roberto Fico».
