Salis sullo sgombero del Leoncavallo: “Vendetta di un governo post-fascista”
L’eurodeputata Ilaria Salis attacca la destra e critica anche la giunta Sala: “Milano ridotta a una macchina di speculazione, sempre più difficile difendere la socialità”.
Le parole di Ilaria Salis
Intervenuta a Radio Popolare, l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Salis, nota per la sua militanza antifascista e l’attivismo nei centri sociali di Monza e Milano, ha commentato duramente lo sgombero del centro sociale Leoncavallo. “Un’azione vendicativa voluta da un governo post-fascista”, ha dichiarato, accusando l’esecutivo di usare la forza pubblica per colpire esperienze di contro-cultura radicate da decenni in città.
Attacco alla destra e a Sala
Salis ha parlato di “autoritarismo della destra”, ma non ha risparmiato critiche neppure al sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Secondo la parlamentare europea, il primo cittadino sarebbe responsabile di aver trasformato la città in una “città-vetrina”, funzionale solo alla produzione di rendita e speculazione: “Milano è sempre più ridotta a macchina per produrre speculazione, e in questo contesto diventa complicato difendere la socialità e gli spazi di contro-cultura”.
La difesa degli spazi sociali
Per Salis, lo sgombero del Leoncavallo rappresenta un attacco diretto alla possibilità di esprimere modelli culturali alternativi e spazi di aggregazione indipendenti. La deputata ha ribadito la necessità di tutelare esperienze di socialità dal basso che, a suo dire, vengono sacrificate in nome di un modello di città esclusivamente commerciale e orientato agli interessi immobiliari. Un intervento che riaccende il dibattito politico su Milano e sul futuro degli storici centri sociali.
