Italia & Dintorni

Tajani frena Salvini: “La politica estera la facciamo io e la Meloni”

Il ministro Antonio Tajani esclude l’invio di soldati italiani in Ucraina: possibile contributo nello sminamento. Nessuna crisi diplomatica tra Italia e Francia.

Il ruolo dell’Italia nella guerra in Ucraina

Durante il Meeting di Rimini, a margine della riunione del G7 dedicata alla guerra russo-ucraina, il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha ribadito la posizione dell’Italia sull’impegno militare. “Noi non siamo per inviare truppe ma potremmo dare un contributo importante vista la grande esperienza che abbiamo per lo sminamento sia marittimo che terrestre. Poi si vedrà come andranno le cose”, ha dichiarato. Secondo Tajani, il nostro Paese potrebbe quindi partecipare garantendo supporto tecnico in un campo delicato e cruciale come la bonifica degli ordigni. “Si stanno facendo dei passi in avanti anche nella proposta italiana di avere una garanzia modello art.5 della Nato, con la presenza americana”, ha aggiunto, sottolineando i progressi sul coordinamento tra i partner occidentali.

Le garanzie di sicurezza per Kiev

Il vertice del G7, svoltosi nel giorno dell’Indipendenza ucraina, ha avuto al centro il tema delle garanzie di sicurezza da offrire a Kiev dopo un eventuale accordo di pace. “Io non ho mai detto che fossimo a pochi passi dall’accordo, ho sempre detto che si è accesa una luce in fondo a un tunnel ancora lungo da percorrere”, ha spiegato Tajani, chiarendo che l’intesa resta distante ma non impossibile. Il ministro ha definito la riunione “anche simbolica”, per ribadire un messaggio di unità europea e transatlantica in sostegno all’Ucraina. L’obiettivo dichiarato resta quello di accompagnare Kiev verso una fase di stabilità con garanzie credibili sul piano militare e politico.

Lo scontro Salvini-Macron e la replica di Tajani

Non sono mancate domande sulle tensioni diplomatiche esplose dopo le dichiarazioni del leader della Lega Matteo Salvini contro il presidente francese Emmanuel Macron. Il ministro ha però escluso qualsiasi crisi: “Non c’è nessuna crisi diplomatica tra Francia e Italia. È giusto ricordare che le relazioni di politica estera le tengono il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri. I nostri colloqui sono frequenti per cui andiamo avanti”. A chi gli chiedeva un commento sullo scontro verbale, Tajani ha precisato: “Non è che con gli amici europei abbiamo sempre la stessa idea però, secondo me, si ottengono successi con la forza delle idee piuttosto che con la violenza delle parole”. Con queste parole ha voluto riportare il confronto sul piano istituzionale, rivendicando un approccio pragmatico e legato agli interessi strategici del Paese.