Feltri ribalta la sua idea sul Ponte di Messina: “Non è corruzione ma crescita”
Il direttore editoriale Vittorio Feltri sorprende: “Ho cambiato idea sul Ponte sullo Stretto, non è un suicidio economico ma una promessa di rinascita per l’Italia”.
Il cambio di posizione di Feltri
Con l’ok del Cipess e l’avvio ormai imminente dei lavori, il Ponte sullo Stretto torna al centro del dibattito nazionale. A parlarne, con parole inattese, è Vittorio Feltri, direttore editoriale de Il Giornale, che in un editoriale ha spiegato di aver mutato opinione sull’opera. “Ho cambiato idea sul Ponte di Messina. Se essa vuole essere adeguata al passo che sta tenendo sul piano internazionale Giorgia Meloni, l’Italia deve allungare lo Stivale, smetterla di temere che grandi appalti coincidano con grande corruzione e ingrassino per forza la mafia”, ha scritto. Secondo Feltri, i tempi sono cambiati: “Sono mutati i tempi. La comunicazione ha cambiato parametri, non solo si sono aperte con Internet vie nuove nell’etere per parole e immagini, ma strade marittime prima impensabili attraverso l’Artico… impongono a noi che ne siamo lontani di creare alternative valorizzando come piattaforma logistica incomparabile la Sicilia”.
Dal timore di un suicidio economico alla fiducia
Feltri ha ricordato di essere stato a lungo scettico, convinto che opere gigantesche nel Sud Italia rappresentassero un rischio eccessivo. “A me è morta la convinzione che opere gigantesche nel Sud Italia fossero un suicidio economico. Che quel ponte sullo Stretto poi, in bilico sopra mafia e terre ballerine, nei pressi di un manipolo di vulcani alquanto nervosi, fosse una provocazione temeraria”, ha ammesso. A fargli cambiare idea sono stati anche economisti come Piero Cantoni e Antonio Martino, e soprattutto l’ingegnere Pietro Lunardi, la cui competenza ha segnato momenti cruciali della recente storia italiana: “Sulla sicurezza e convenienza del Ponte, Lunardi si gioca la reputazione di una vita, che per uno come lui equivale alla testa di Giovanni Battista. Di uno così fidarsi è ragionevole”.
Il Ponte come simbolo nazionale e occasione economica
Per Feltri, il Ponte di Messina non è più soltanto un progetto ingegneristico, ma un simbolo di volontà politica e di rilancio: “Il Ponte di Messina non è solo un’opera ingegneristica; è una dichiarazione di intenti. È la promessa di un Paese che non accetta il declino”. L’editorialista cita esempi internazionali come il Golden Gate di San Francisco o il ponte di Øresund tra Danimarca e Svezia, ricordando come ogni grande opera sia nata tra critiche e scetticismi. Ma sottolinea che l’Italia non può perdere un’occasione strategica: “Il Ponte di Messina, insieme allo sviluppo dei porti siciliani, invertirebbe la tendenza che porta le grandi navi mercantili a ignorare i nostri scali per preferire Rotterdam o Amburgo”. Feltri conclude con un avvertimento: “Non facciamoci portare via la Gioconda delle infrastrutture, che diventerebbe persino una grande meta turistica. Mi fermo qui. E comunque sia chiaro, non mi sposto da Milano”.