Feltri attacca: “Un’Italia al contrario dove i ladri comandano e gli onesti soccombono”
Vittorio Feltri denuncia un Paese capovolto: “Le borseggiatrici denunciano i cittadini, gli abusivi coccolati dalla sinistra. I buoni trattati da fessi”.
“I cattivi liberi, i buoni puniti”
«Non credo nella giustizia ma mi sono abituato all’ingiustizia. Ho visto crepare brave persone nel tentativo vano di affermare la più banale delle verità». Con queste parole Vittorio Feltri descrive quella che considera la fotografia dell’Italia di oggi: un mondo al contrario, dove «i cattivi non solo non vanno in galera, ma mandano in galera i buoni» e dove «i cittadini onesti sembrano condannati all’estinzione».
Feltri cita due esempi che per lui sono emblematici: le borseggiatrici rom e gli abusivi del centro sociale Leoncavallo. Un’Italia ribaltata, commenta, che ricorda l’“Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti” di Italo Calvino, in cui chi ruba finisce persino per sentirsi benemerito.
“Le ladre di metro denunciano i cittadini”
Nel suo editoriale Feltri descrive le borseggiatrici come «signore dalla mano lesta che svuotano le tasche ai cittadini perbene», un tempo riconoscibili per gli abiti tradizionali e oggi vestite «di Prada e Dior, tutto rigorosamente finto». Racconta le loro tecniche di accerchiamento nelle metropolitane, che colpiscono soprattutto anziani ignari, lasciati senza portafoglio e senza difese.
L’elemento che più lo indigna è il ribaltamento dei ruoli: «Le borseggiatrici, perennemente incinte e spalleggiate da qualche avvocatucolo, hanno capito che le leggine sono fatte per essere aggirate. Così denunciano i cittadini che le filmano accusandoli di stalking o violazione della privacy». Una scena che definisce «esilarante» se non fosse drammatica, con le ladre che arrivano perfino a fare la morale ai poliziotti.
“Gli abusivi difesi dalla sinistra”
Non meno duro l’attacco agli occupanti del centro sociale Leoncavallo, sgomberato a Milano. Feltri ironizza su chi scende in piazza contro gli sgomberi: «Non scenderanno per la legalità o per la pace, ma per difendere chi ha occupato edifici per 50 anni senza pagare un euro di tasse». L’accusa è diretta anche ai sindacati e all’estrema sinistra che guidano i cortei, mentre i milanesi, dice Feltri, restano «asserragliati in casa» ad assistere allo «spettacolo indecoroso» di una città martoriata.
Il giornalista cita i dati diffusi su 800mila euro di Tari non pagata dagli occupanti, oltre a una richiesta di risarcimento da tre milioni di euro per i mancati sfratti. E stigmatizza il silenzio del sindaco Beppe Sala, volato a Parigi proprio nei giorni delle proteste.