Puglia, scontro interno al Pd: la lettera durissima di Stefanazzi a Decaro, “Hai rotto il patto con Emiliano”
Il deputato dem scrive al candidato governatore: “Avete sottoposto il partito e i pugliesi a uno stress inutile. Quel vincolo di unità non esiste più”.
La lettera al veleno di Stefanazzi
“Quel patto si è rotto”. Con queste parole il deputato Pd Claudio Stefanazzi, già capo di Gabinetto della Giunta Michele Emiliano, ha scritto una lunga lettera indirizzata ad Antonio Decaro, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia. Nel testo, Stefanazzi rimprovera l’ex sindaco di Bari per aver accettato la candidatura solo a condizione che Emiliano rinunciasse a correre in Consiglio regionale. Una scelta che, secondo il parlamentare, ha incrinato definitivamente quell’idea di unità che aveva sempre contraddistinto la classe dirigente pugliese: «Litigavamo, discutevamo anche violentemente, ma alla fine era sempre meglio mostrare compattezza. Di questa compattezza abbiamo goduto tutti. Io per primo. Ma anche tu, in momenti difficili della tua vita pubblica».
Le accuse e i rischi per il Pd
Nella sua analisi Stefanazzi parla di un precedente pericoloso, sottolineando come la decisione di escludere Emiliano (e di chiedere lo stesso a Nichi Vendola, che però non ha accettato) rischi di indebolire il Pd nella competizione elettorale: «L’epilogo della querelle consegna, almeno sulla carta, uno scenario in cui il Pd si indebolisce rispetto alle altre liste con cui affronteremo le elezioni. Con il rischio concreto di un Consiglio regionale ancora più frammentato di quello attuale, quando invece potevamo ambire a fare del Pd la forza ampiamente maggioritaria della coalizione». Parole dure che mettono in luce una frattura profonda all’interno del partito.
Gli auguri a Decaro e l’avvertimento
Pur ribadendo la stima personale, Stefanazzi non risparmia critiche al candidato governatore, parlando di “via crucis” politica: «Con estrema onestà ti dico che hai contribuito a sottoporre i pugliesi e il partito a uno stress inutile, trasformando un passaggio che doveva essere felice in un percorso doloroso». Poi l’avvertimento finale: «Se c’è una cosa che sperimenterai a breve, è fisiologico, è l’estrema solitudine che in alcuni frangenti vivrai nel ruolo che ti appresti a contendere al centrodestra».