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Treviso, mamma cacciata dal supermercato: “La sua bambina piange troppo, disturba i clienti”

Una donna con due bambine allontanata da un punto vendita di Oderzo perché la figlia di due anni piangeva. Arrivano scuse e verifiche interne.

L’episodio al supermercato di Oderzo

Un normale pomeriggio di spesa a Oderzo, in provincia di Treviso, si è trasformato in un’esperienza umiliante per una giovane madre. La donna era entrata nel supermercato con le sue due figlie quando la più piccola, di appena due anni e mezzo, ha iniziato a piangere. La madre ha cercato di calmarla, stringendo con l’altra mano la figlia maggiore, ma la situazione ha attirato l’attenzione dei presenti.
Un’operatrice del punto vendita si è avvicinata chiedendo alla cliente di lasciare il negozio: «Sua figlia disturba gli altri clienti, la invitiamo a uscire», le avrebbe detto. Mortificata, la donna ha abbandonato i carrelli e se n’è andata senza completare la spesa. La vicenda, raccontata da Il Gazzettino, ha rapidamente suscitato polemiche.

Le scuse della direzione

Dopo l’accaduto, la madre ha deciso di non restare in silenzio e ha scritto una lettera indirizzata alla direzione del supermercato. Nel testo ha sottolineato come “l’attenzione al cliente forse andrebbe rivista, perché i clienti sono tanti, dai più giovani agli anziani, e di maleducazione da parte degli adulti ne vedo molta”. Ha voluto evidenziare che episodi simili possono accadere a chiunque e meritano comprensione, non esclusione.
La direzione del supermercato ha risposto scusandosi ufficialmente e annunciando verifiche interne sull’accaduto. Un gesto che la donna ha definito “un passo avanti”, pur ricordando il disagio e la mortificazione vissuti davanti agli altri clienti.

Il racconto della madre

Nella sua testimonianza, la madre ha sottolineato come a ferirla maggiormente sia stata l’ostilità degli altri clienti. «Quel che mi dispiace è che siano stati proprio gli altri a farmi mandar via», ha raccontato. Ha ricordato un episodio di qualche anno fa, quando la figlia maggiore era più piccola: in quell’occasione, un’altra cliente l’aveva aiutata a riempire le buste per velocizzare la spesa. Stavolta, invece, la reazione è stata opposta. «Una signora che ci è passata accanto non solo ci ha guardato storto, ma ha cercato con un verso di zittire la piccola».
La donna ha spiegato di essersi sentita giudicata e isolata: «Mi sono sentita peggio di una ladra. Chi ruba o chi cerca di fare il furbo viene trattenuto accanto alla cassa. Io invece sono stata mandata via, uscendo da lì mortificata come madre». Parole che riflettono il dolore e la frustrazione di chi si è visto trattare come un problema, anziché ricevere un minimo di comprensione in una situazione comune a tante famiglie.