Elly Schlein fischiata alla Festa del Fatto, “Rispetto chi non è d’accordo”
La segretaria Pd interrotta dai fischi mentre parlava di Russia e Ucraina. Poi il sostegno alla flottiglia per Gaza e l’annuncio di una mozione unitaria.
Fischi durante il passaggio sull’Ucraina
Serata movimentata per Elly Schlein alla Festa del Fatto Quotidiano, dove la segretaria del Pd è stata accolta da una platea divisa. Intervistata da Antonio Padellaro e Wanda Marra, la leader dem ha parlato della guerra in Ucraina sottolineando la necessità di «garantire una pace giusta per gli ucraini». Proprio durante il passaggio sull’“aggressione criminale” della Russia, una parte del pubblico ha iniziato a fischiare e a contestare. Schlein non si è sottratta al confronto e ha replicato ai dissensi: «Lo rispetto, su questo non siamo d’accordo». Ha poi ribadito che al tavolo dei negoziati dovrà esserci anche Kiev: «E su questo siamo d’accordo».
Il sostegno alla flottiglia diretta a Gaza
Nel corso dell’intervista, la segretaria dem ha spostato l’attenzione sul conflitto in Medio Oriente. Ha espresso vicinanza alla Global Sumud Flottilla, partita dalla Sicilia e diretta verso Gaza per rompere il blocco navale israeliano. «Dobbiamo tutti augurare buon vento alla flottilla che si è messa in moto per rompere il blocco illegale imposto dal governo Netanyahu», ha dichiarato. Poi l’attacco al governo: «Loro stanno facendo quello che avrebbe dovuto fare il governo italiano, il governo europeo. È fondamentale che i governi tutelino l’incolumità della flotta».
La mozione congiunta con M5S e Avs
Nella parte finale del suo intervento, Schlein ha rivendicato un importante risultato politico: «Siamo riusciti a scrivere con M5S e Avs una mozione insieme che chiedeva con forza sanzioni al governo israeliano e il riconoscimento dello Stato di Palestina». La segretaria del Pd ha ricordato anche la grande manifestazione unitaria per Gaza, sottolineando come su alcuni temi di politica estera il centrosinistra riesca a mostrarsi compatto, nonostante le differenze emerse nel dibattito sull’Ucraina.
