Italia & Dintorni

Franceschini sfida Meloni: “Non governerà altri cinque anni”

L’ex ministro rilancia l’unità del centrosinistra: “Con una coalizione larga possiamo vincere. Basta rancori, serve un candidato scelto anche con le primarie”.

“Meloni non durerà altri cinque anni”

«Vincere le prossime elezioni politiche non è soltanto possibile, è probabile». Con queste parole Dario Franceschini, intervistato da Repubblica, accende il dibattito sul futuro politico italiano. L’ex ministro del Pd sottolinea che le forze di opposizione “già adesso valgono almeno quanto quelle di maggioranza” e che il lavoro fatto finora per costruire una coalizione è stato “ottimo”. Poi l’affondo: «Meloni non governerà altri cinque anni. Dipende da noi, se non sbagliamo». Franceschini invita i partiti a superare le divisioni: «Renzi fece cadere Conte, il M5s armò la polemica su Bibbiano, il Pd ruppe con i 5 Stelle dopo la caduta di Draghi. Basta, serve un colpo di cimosa sulla lavagna».

La sfida della legge elettorale

Al centro dell’analisi c’è anche il nodo della legge elettorale. Franceschini non esclude che la maggioranza possa modificarla per rendere più difficile la vita alle opposizioni: «Meloni potrebbe cambiare la legge elettorale pensando di metterci in difficoltà con l’indicazione del candidato presidente del Consiglio sulla scheda. Bene, troveremo comunque il modo per indicarlo prima del voto». L’ipotesi delle primarie è considerata “la possibilità più concreta”. Anche se il sistema dovesse cambiare, avverte l’ex ministro, «non hanno ancora inventato una legge elettorale che fa vincere chi ha meno voti».

Il ruolo dei moderati

Guardando oltre, Franceschini rileva che il quadro politico italiano è profondamente mutato: «Per trent’anni siamo stati abituati all’idea che per vincere servisse un candidato moderato. Oggi non è più così. Con il crollo dell’affluenza, si vince dando ai tuoi elettori una ragione per non astenersi. Il centrodestra lo fa da anni». Tuttavia, avverte, resta fondamentale attrarre l’elettorato moderato, oggi disperso: «Nel mondo civico e degli amministratori ci sono parecchie personalità in grado di dare un contributo: la sindaca di Genova Silvia Salis, l’assessore romano Alessandro Onorato, il sindaco di Verona Damiano Tommasi e altri. Servono voci capaci di parlare ai lavoratori autonomi, alle piccole imprese, ai moderati».