Crosetto: “Italia indifesa da un attacco russo”, Salvini lo smentisce: “Il pericolo sono i migranti”
Crosetto avverte: l’Italia non è pronta a difendersi da un attacco, ma Salvini ribatte spostando l’attenzione sulla sicurezza interna e sugli stranieri.
L’allarme di Guido Crosetto
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito che l’Italia oggi non sarebbe in grado di reagire a un eventuale attacco militare. Durante un incontro con i giornalisti, Crosetto ha dichiarato: «Non siamo pronti a un attacco russo né a un attacco di un’altra nazione, lo dico da più tempo». Il titolare della Difesa ha spiegato che la mancata programmazione degli ultimi vent’anni ha indebolito le capacità militari italiane: «Non abbiamo investito più in difesa negli ultimi vent’anni e non si recuperano in un anno o in due».
Secondo Crosetto, il compito del governo è quello di “mettere il Paese nelle condizioni di difendersi se qualche pazzo decidesse di attaccarci”. Per questo motivo l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha confermato l’impegno con la Nato ad aumentare sensibilmente la spesa militare nei prossimi anni. Un piano che dovrebbe rendere l’Italia autonoma sul piano difensivo soltanto nel 2031, prendendo a modello il sistema missilistico israeliano.
La replica di Matteo Salvini
A poche ore di distanza, è arrivata la replica del vicepremier Matteo Salvini. Intervistato dal Tg3, il leader della Lega ha inizialmente condiviso l’idea di potenziare la difesa, ma ha subito corretto il tiro, evidenziando le priorità del suo partito: «Giusto investire di più in difesa come dice il ministro Crosetto. Anche se per me e per la Lega la priorità è la sicurezza nazionale e la difesa dei confini soprattutto a sud».
Il vicepremier ha poi affondato: «Il mio problema non sono i carri armati russi ma i troppi delinquenti stranieri che ci sono in Italia e dobbiamo rimandare a casa». Una posizione che riflette la linea politica leghista, da tempo contraria al riarmo e più morbida nei confronti della Russia di Vladimir Putin, rispetto a quella sostenuta da Fratelli d’Italia e da Palazzo Chigi.
Divisioni nel governo Meloni
Lo scambio tra Crosetto e Salvini conferma la frattura interna alla maggioranza sul tema del sostegno a Kiev e dell’aumento delle spese militari. L’esecutivo Meloni, in continuità con la linea del governo Draghi, ha garantito pieno supporto all’Ucraina sul piano economico, umanitario e soprattutto militare. La Lega, pur avendo sempre votato a favore in Parlamento, continua a differenziare la propria posizione pubblica, minimizzando le divergenze con gli alleati e cercando di spostare l’attenzione su altri temi, come il controllo dell’immigrazione.
Salvini ha spesso cercato di reinterpretare l’aumento delle spese militari come una possibilità di finanziare infrastrutture interne, arrivando a citare anche il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, proposta che ha però incontrato un secco “no” da parte degli Stati Uniti. Intanto, lo scontro odierno mette in evidenza come la questione Ucraina e il riarmo restino uno dei punti più divisivi per il centrodestra al governo.