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Landini esplode in tv contro la Meloni: “Sul Tfr ci frega, basta marchette”

Maurizio Landini attacca il governo Meloni su pensioni, fisco e spese militari, annunciando una mobilitazione nazionale della Cgil per il 19 settembre.

L’attacco sul Tfr e le pensioni

Seduto sulla poltrona di Giovanni Floris a DiMartedì su La7, il segretario della Cgil Maurizio Landini ha scatenato un duro attacco contro il governo Meloni, concentrandosi sulla proposta di utilizzare il Tfr come anticipo pensionistico. «È una presa in giro. Mi scusi, io Tfr ce l’ho già, è mio. Dovrebbe essere aggiuntivo alla pensione, non sostitutivo. Chiedono di usare soldi che ho già. Mi dici che posso andare in pensione usando soldi miei, quindi mi stai abbassando. Pensano davvero che siamo tutti c… che viviamo da un’altra parte», ha dichiarato con toni durissimi. Il leader sindacale ha definito la misura un vero arretramento mascherato da riforma.

Le critiche alle scelte economiche

Landini ha ampliato il suo affondo, attaccando anche le politiche fiscali e di spesa del governo: «Invece del Tfr per l’anticipo pensionistico ci diano il drenaggio fiscale. Togliamo l’aumento delle spese militari, anche la nuova rottamazione andrebbe tolta, così come l’estensione della flat tax. Sono una serie di scelte che non vanno nella direzione di aumentare i salari, di rivalutare le pensioni, ma di fare delle marchette elettorali». Secondo il segretario, le priorità del governo non rispondono alle esigenze concrete di lavoratori e pensionati, ma mirano a costruire consenso politico, mentre l’Italia, come ricordato dallo stesso conduttore, continua a registrare dati di crescita economica positivi.

La mobilitazione sulla Palestina

Non solo economia. Nel pomeriggio, Landini ha annunciato una nuova iniziativa della Cgil legata alla crisi mediorientale: «Quello che è avvenuto questa notte, con l’occupazione da parte di Israele di Gaza, con il rischio dell’annessione della Cisgiordania ci porta a partire da qui, perché pensiamo sia di una gravità senza precedenti. Il massacro e la deportazione del popolo palestinese vanno fermati, la logica della forza e del riarmo è un pericolo vero per i diritti e la democrazia in tutto il mondo». Per questo, ha annunciato per venerdì 19 settembre una giornata nazionale di mobilitazione, con manifestazioni territoriali e la proclamazione di scioperi di categoria, in solidarietà con la causa palestinese e contro l’escalation del conflitto.