“Puro sangue italiano con accento di Hitler”: Fedez nei guai, denunciato per frase su Sinner
Il consigliere comunale Giuseppe Martucci presenta un esposto in Procura contro Fedez, accusato di istigazione all’odio razziale per un verso controverso.
La denuncia di Giuseppe Martucci contro Fedez
Nuove grane per Fedez. Dopo le difficoltà legate al concerto al Forum di Assago del 20 settembre, sul cantante è piovuta anche una denuncia in Procura. A depositarla è stato Giuseppe Martucci, consigliere comunale di Bolzano in quota Fratelli d’Italia, che lo accusa di istigazione all’odio razziale. Al centro della contestazione c’è un verso di un brano ancora inedito, diffuso pubblicamente attraverso uno scatto improvvisato, in cui il rapper scrive: «L’italiano ha un nuovo idolo, si chiama Jannik Sinner. Puro sangue italiano con l’accento di Adolf Hitler». Secondo Martucci, l’espressione non solo offenderebbe gravemente l’atleta altoatesino, ma richiamerebbe in maniera esplicita le teorie di purezza razziale del nazifascismo e le leggi razziali del 1938. «Ho sentito il dovere di agire a tutela dei valori fondanti della nostra Costituzione. Non possiamo permettere che un linguaggio che evoca il razzismo e l’odio venga normalizzato da figure pubbliche», ha dichiarato.
Il riferimento all’articolo 604-bis
L’esposto presentato dal consigliere richiama l’articolo 604-bis del Codice Penale, che punisce la propaganda di idee basate sulla superiorità o sull’odio razziale ed etnico, oltre all’istigazione a commettere atti discriminatori. Martucci sottolinea come l’accostamento tra Jannik Sinner, simbolo sportivo e orgoglio italiano, e l’accento di Adolf Hitler, non possa essere tollerato. Una presa di posizione che, se accolta, aprirebbe un fronte giudiziario per l’artista, già spesso al centro di polemiche mediatiche e politiche.
La replica del rapper
Dal canto suo, Fedez non ha ancora commentato ufficialmente la denuncia, ma nelle scorse ore, intervenuto a La Zanzara, aveva provato a ridimensionare le polemiche. «Io ho solo scritto un piccolo verso, ma non ho mica offeso lui. Non è mica una critica a Jannik Sinner, al massimo è una critica e una riflessione sul fanatismo degli italiani. Non ho mica paragonato o accostato Sinner a Hitler, ci mancherebbe, basta fare l’analisi del testo. Si chiama ironia ed è una canzone, non è assolutamente un attacco a Sinner, anche perché io non lo conosco e nemmeno m’interessa». Una difesa che non sembra però destinata a fermare l’eco politico e giudiziario della vicenda.