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“Silenzio quando dormono, non quando muoiono”: striscioni per Gaza su scuole e palazzi pubblici

Striscioni e cartelli in scuole e palazzi pubblici da Bologna a Roma. Alla primaria Aldo Fabrizi bimbi e famiglie hanno portato bandiere della Pace e barchette colorate.

Lo slogan che unisce le scuole

“Fate silenzio quando i bambini dormono, non quando vengono uccisi”. La frase, usata spesso nei cortei a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina, campeggia in questi giorni su diverse scuole e palazzi pubblici italiani. A Pianoro, in provincia di Bologna, lo striscione è stato esposto sulla facciata del Comune, mentre all’Istituto Comprensivo di Granarolo i docenti hanno sfilato con un lenzuolo che riportava lo stesso messaggio. Un’iniziativa simbolica che si inserisce nella mobilitazione nazionale per Gaza e che ha visto crescere la partecipazione di alunni, insegnanti e famiglie.

L’iniziativa alla scuola Aldo Fabrizi di Roma

A Roma, alla scuola elementare Aldo Fabrizi dell’Istituto Comprensivo Gigi Proietti, quartiere Tuscolano, l’appuntamento è stato fissato per un quarto d’ora prima della campanella. Bimbi e genitori si sono presentati con bandiere della Pace, cartelli e piccole barchette di carta realizzate in casa. “Stiamo in silenzio quando i bambini dormono, non quando muoiono” recitava uno dei cartelli affissi al muretto di cinta dell’edificio scolastico.
“Viva la pace”, “Vogliamo un mare di pace” e disegni di barchette colorate hanno riempito i cartelli preparati dagli alunni, che hanno voluto esprimere in prima persona il proprio desiderio di pace e solidarietà con i bambini della Striscia di Gaza.

Mobilitazione diffusa in tutta Italia

Quella di Pianoro e della scuola Aldo Fabrizi non è stata un’iniziativa isolata. In diverse città italiane, dalle scuole ai palazzi pubblici, sono comparsi slogan e striscioni simili, spesso accompagnati da momenti di silenzio e gesti simbolici. A Bologna si sono svolti cortei e presidi legati alla mobilitazione generale per Gaza, mentre in altre città i genitori hanno aderito a flash mob organizzati prima delle lezioni. Un modo per dare voce, anche dal mondo scolastico, al tema della guerra e al dramma dei civili, con un’attenzione particolare ai bambini coinvolti nel conflitto.