Italia & Dintorni

Feltri: “Punire Israele nello sport è una vergogna, antisemitismo travestito da pacifismo”

Vittorio Feltri attacca duramente l’ipotesi di estromettere Israele dalle competizioni UEFA, definendola un atto discriminatorio e contrario ai principi stessi dello sport.

Lo sport non è un tribunale politico

Secondo Vittorio Feltri, sospendere Israele o cancellarne le partite sarebbe una decisione scandalosa e contraria al significato autentico dello sport. Lo sport, ha ricordato, dovrebbe essere “un terreno franco, libero dalle polemiche ideologiche”, luogo di incontro tra popoli e non strumento di propaganda. Feltri sottolinea che chi invoca l’esclusione di Israele non difende la pace, ma spalanca “le porte all’antisemitismo più sfacciato”.

Israele vittima, non carnefice

Il giornalista ha rimarcato che Israele è stato colpito duramente dall’attacco terroristico del 7 ottobre, con “migliaia di cittadini ebrei massacrati, donne violentate e mutilate, bambini sgozzati e oltre cento ostaggi sequestrati da Hamas”. Eppure, osserva Feltri, nel clima del politicamente corretto si continua a rappresentare il Paese aggredito come carnefice, mentre i veri responsabili vengono dipinti da vittime. Per questo considera “disgustoso” punire gli atleti israeliani, colpevoli solo di indossare la maglia della loro nazionale.

“Israele deve giocare”

Feltri mette in guardia dal rischio di piegare le federazioni sportive alle pressioni delle piazze e delle ideologie. “Israele deve giocare, e l’Italia deve giocare contro Israele”, ha ribadito, sottolineando che il diritto alla protesta non può mai trasformarsi in violenza o condizionare lo svolgimento degli eventi sportivi. A suo avviso, se le manifestazioni degenerano, deve intervenire la forza pubblica per garantire legalità e sicurezza. “Qui non è in gioco solo una partita di calcio – ha concluso – ma il principio stesso di civiltà. Sarebbe come dire che l’ebreo non può correre, non può giocare, non può vivere. È già successo nella storia, e sappiamo come è andata a finire”.