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Sacerdote picchiato e rapinato: a colpirlo uno straniero che aveva già ricevuto aiuti

Un sacerdote di Ponte Felcino è stato picchiato e rapinato da un uomo a cui aveva offerto aiuto economico in altre occasioni. Il processo slitta a febbraio.

L’aggressione nella casa parrocchiale

Un episodio di violenza ha scosso la frazione di Ponte Felcino, alle porte di Perugia, dove un sacerdote è stato aggredito da un cittadino straniero che in passato aveva più volte sostenuto con piccoli aiuti economici. Secondo la ricostruzione della Procura, il fatto risale al pomeriggio del 30 novembre 2023, quando il prete stava rientrando nella casa parrocchiale di piazza Bruno Buozzi. Lì è stato raggiunto dall’uomo che, dopo avergli chiesto denaro e ricevuto un rifiuto, avrebbe cercato di entrare con la forza nella canonica. Ne è nata una colluttazione durante la quale il sacerdote è stato spintonato fino a cadere a terra, prima di essere derubato del borsello che portava con sé. All’interno erano custoditi 150 euro in contanti, una carta bancomat, una carta di credito, documenti personali e le chiavi dell’oratorio.

La fiducia tradita e le accuse della Procura

La vicenda, seguita dal sostituto procuratore Franco Bettini, ha colpito particolarmente per il rapporto pregresso tra vittima e aggressore. Il sacerdote, ascoltato durante le indagini, ha confermato di conoscere bene l’uomo proprio perché più volte, in passato, gli aveva concesso sostegno economico. Quel giorno, però, aveva deciso di non accogliere la nuova richiesta, scatenando una reazione violenta che ha trasformato la scena in un vero e proprio episodio di rapina. Negli atti processuali si legge che l’azione è stata compiuta “al fine di procurarsi un ingiusto profitto patrimoniale”, aggravando così la posizione dell’imputato.

Il processo e le altre accuse pendenti

L’uomo, un cittadino algerino difeso dall’avvocato Michele Maria Amici, dovrà rispondere davanti al Tribunale penale di Perugia con rito abbreviato allo stato degli atti. L’udienza è stata rinviata al prossimo mese di febbraio. Non è però l’unico procedimento a suo carico: su di lui pende anche un’altra accusa legata a un episodio simile, avvenuto ai danni di un pizzaiolo di Perugia. Per questo secondo caso, il dibattimento è fissato a novembre. Le due vicende delineano un quadro giudiziario complesso, che mette in luce una serie di condotte violente e reiterate contro vittime considerate facili bersagli. Intanto il sacerdote, pur scosso dall’accaduto, ha ribadito di ricordare perfettamente il volto del suo aggressore, sottolineando l’amarezza per la riconoscenza tradita dopo anni di disponibilità e di aiuti concreti.